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Treno regionale fermo in una stazione vicina a un borgo storico europeo

La Commissione europea ha presentato il 4 novembre 2026 una nuova strategia per il turismo sostenibile, con l’obiettivo di distribuire meglio i visitatori tra destinazioni e stagioni, migliorare l’accessibilità dei viaggi e ridurre la pressione sulle comunità locali. Il documento introduce un indirizzo preciso: la competitività turistica europea dovrà essere misurata anche attraverso la capacità dei territori di accogliere i visitatori senza compromettere servizi, ambiente e qualità della vita dei residenti.

La strategia, illustrata nella comunicazione COM(2026) 777, interessa un settore che nel 2025 ha accolto quasi 600 milioni di turisti internazionali, pari a circa il 40% degli arrivi mondiali. Una posizione di primato che Bruxelles intende consolidare, affrontando però le conseguenze della concentrazione dei flussi nelle località più frequentate.

Il tema delle vacanze sostenibili in Europa assume così una dimensione più ampia rispetto alla scelta di strutture ricettive ecologiche o mezzi di trasporto a minore impatto ambientale. La Commissione propone di intervenire sulla gestione delle destinazioni, sulla mobilità, sull’accessibilità economica e sulla capacità delle imprese di adattarsi alle nuove esigenze dei viaggiatori.

Le misure annunciate comprendono strumenti di coordinamento, interventi sulla raccolta dei dati, iniziative formative e proposte normative. Gran parte delle novità dovrà essere sviluppata nei prossimi anni e non rappresenta, quindi, un insieme di servizi già disponibili per chi organizza una vacanza.

Il problema della concentrazione turistica nelle destinazioni europee

Uno dei dati più significativi contenuti nella documentazione europea riguarda la distribuzione dei pernottamenti. Secondo la scheda informativa pubblicata dalla Commissione, appena il 13% delle regioni europee concentra il 50% delle notti trascorse dai turisti.

Il dato evidenzia una forte disomogeneità territoriale. Alcune destinazioni affrontano periodi di sovraffollamento, mentre numerose altre località, pur disponendo di risorse culturali e naturali, ricevono una quota limitata della domanda turistica.

La concentrazione produce effetti che vanno oltre l’affollamento delle attrazioni. Un’elevata presenza di visitatori in periodi circoscritti può aumentare la pressione sui trasporti pubblici, sulla gestione dei rifiuti, sulle risorse idriche e sulle infrastrutture. Nei territori più esposti, la crescita delle attività turistiche può inoltre modificare l’utilizzo degli immobili e gli equilibri dei servizi destinati alla popolazione residente.

Il documento europeo introduce il concetto di balanced tourism, ossia turismo equilibrato. Il principio consiste nel rapportare i flussi turistici alla capacità effettiva delle destinazioni di accoglierli, considerando infrastrutture, ambiente e benessere delle comunità locali.

Non viene indicata una soglia universale di visitatori oltre la quale una destinazione debba essere considerata sovraffollata. La capacità di accoglienza dipende dalle caratteristiche del territorio, dalla stagionalità, dai collegamenti disponibili e dalla qualità delle infrastrutture.

Per questo motivo Bruxelles intende sviluppare un modello comune di gestione turistica, accompagnato da strumenti che consentano alle amministrazioni di individuare soluzioni adatte alle proprie esigenze.

La strategia prevede l’avvio dello sviluppo di un modello europeo per la gestione delle destinazioni nella seconda metà del 2027. Nello stesso periodo è prevista la presentazione di una proposta di raccomandazione del Consiglio sul turismo equilibrato e di un insieme di strumenti operativi, denominato EU Toolbox for Balanced Tourism.

Quest’ultimo dovrebbe raccogliere esperienze, principi e soluzioni utili per governare i flussi turistici, favorire la frequentazione durante tutto l’anno e migliorare l’attrattività delle destinazioni meno conosciute.

Viaggiare fuori stagione e valorizzare le località meno frequentate

La distribuzione dei turisti durante l’anno costituisce uno dei principali ambiti di intervento della nuova strategia.

In molte destinazioni europee la domanda si concentra in poche settimane, determinando un utilizzo molto intenso delle infrastrutture durante l’alta stagione e una capacità ricettiva parzialmente inutilizzata negli altri mesi.

L’orientamento della Commissione è favorire una maggiore continuità delle attività turistiche, incoraggiando la diversificazione delle esperienze e una migliore distribuzione dei visitatori sul territorio.

Questo approccio può interessare particolarmente le località dell’entroterra, i centri minori, le aree rurali e le destinazioni culturali che dispongono di attrazioni visitabili anche al di fuori dei periodi tradizionalmente associati alle ferie.

Le vacanze sostenibili in Europa potrebbero quindi beneficiare di un’offerta più articolata, nella quale la scelta della destinazione non dipenda esclusivamente dalla notorietà internazionale o dalla stagione.

La possibilità di attirare visitatori nei periodi meno frequentati, tuttavia, richiede condizioni concrete. Una località deve poter contare su collegamenti adeguati, strutture aperte, servizi affidabili e attività capaci di giustificare il soggiorno.

Spostare la domanda verso territori meno conosciuti senza rafforzarne la capacità di accoglienza rischierebbe semplicemente di trasferire altrove alcuni problemi.

La Commissione riconosce questa esigenza e collega la distribuzione dei flussi agli investimenti nella mobilità, nella gestione delle destinazioni e nella cooperazione tra operatori.

L’obiettivo non consiste nel ridurre indiscriminatamente il numero dei viaggiatori, ma nel favorire una crescita turistica che produca benefici economici più distribuiti e sostenibili nel tempo.

Accessibilità: trasporti, costi e servizi per persone con disabilità

Una parte rilevante della strategia riguarda l’accessibilità, considerata sia dal punto di vista economico sia sotto il profilo delle condizioni materiali che permettono alle persone di viaggiare.

La difficoltà di raggiungere alcune destinazioni rappresenta un ostacolo alla loro valorizzazione. Collegamenti ferroviari insufficienti, sistemi di bigliettazione frammentati e problemi nella mobilità transfrontaliera possono limitare le possibilità di scelta dei turisti.

La Commissione intende sostenere una maggiore integrazione dei trasporti europei, intervenendo su collegamenti ferroviari, servizi aerei, noleggio transfrontaliero di automobili e sistemi di bigliettazione.

Tra gli interventi programmati figura l’esplorazione, entro il 2028, di soluzioni per migliorare l’interoperabilità dei sistemi di bigliettazione del trasporto pubblico locale nei diversi Paesi europei.

Sono inoltre previste iniziative per rendere più agevole il noleggio di veicoli attraverso le frontiere nazionali e rafforzare l’attrattività del trasporto ferroviario per gli spostamenti turistici.

Particolare attenzione viene riservata alle isole, alle regioni costiere e ai territori periferici, dove la qualità dei collegamenti incide direttamente sulle opportunità economiche e sulla possibilità di attrarre visitatori.

L’accessibilità riguarda anche le persone con disabilità o mobilità ridotta. La strategia prevede una proposta mirata di revisione della normativa sui diritti dei passeggeri entro il 2028, finalizzata a migliorare le condizioni di viaggio.

Sul piano informativo, la Commissione programma l’istituzione di un punto dedicato ai diritti dei turisti sulla piattaforma europea del turismo nel primo semestre del 2027. Un ulteriore servizio informativo sull’accessibilità turistica è previsto nel primo semestre del 2028.

Queste iniziative sono programmate, non servizi già attivati dalla strategia del novembre 2026.

Per le vacanze sostenibili in Europa, l’accessibilità costituisce un elemento essenziale anche sotto il profilo sociale. Una destinazione difficilmente può essere considerata inclusiva quando risulta raggiungibile soltanto attraverso soluzioni costose oppure presenta ostacoli significativi per determinate categorie di viaggiatori.

Resta comunque una distinzione tra gli obiettivi europei e le condizioni effettivamente riscontrabili nelle singole destinazioni. La strategia non garantisce automaticamente tariffe più basse, collegamenti aggiuntivi o strutture accessibili in tutti gli Stati membri.

I dati turistici per governare meglio i flussi

La gestione delle destinazioni richiede informazioni attendibili sulla presenza dei visitatori, sulla stagionalità e sull’utilizzo dei servizi.

La Commissione propone di rafforzare gli strumenti europei di osservazione del settore attraverso un nuovo Osservatorio del turismo, previsto entro il 2027, e il progressivo sviluppo dello spazio comune europeo dei dati turistici.

Quest’ultimo dovrebbe facilitare la disponibilità e lo scambio di informazioni tra amministrazioni, organizzazioni di gestione delle destinazioni e imprese, rispettando le regole applicabili alla gestione dei dati.

L’obiettivo è migliorare la qualità delle decisioni, superando una programmazione fondata prevalentemente sui dati storici degli arrivi e dei pernottamenti.

Conoscere la distribuzione della domanda può aiutare, ad esempio, a organizzare i collegamenti durante i periodi più frequentati, valutare l’efficacia delle iniziative di destagionalizzazione e individuare le aree nelle quali la pressione turistica richiede maggiore attenzione.

La strategia prevede di sostenere gli Stati membri nell’implementazione dello spazio comune dei dati turistici entro il 2029. È inoltre programmata una proposta di aggiornamento della normativa europea sulle statistiche del turismo entro il 2027.

La maggiore disponibilità di informazioni potrebbe favorire anche le piccole imprese, che spesso non dispongono delle risorse necessarie per analizzare autonomamente l’andamento della domanda.

La raccolta dei dati, tuttavia, non sostituisce le decisioni amministrative. Per incidere realmente sulla distribuzione dei visitatori, le informazioni dovranno essere tradotte in politiche territoriali, investimenti e interventi sulla mobilità.

Imprese locali e qualità dell’esperienza turistica

Il turismo europeo comprende circa cinque milioni di imprese, il 99% delle quali appartiene alla categoria delle piccole e medie aziende. Secondo la Commissione, il settore sostiene oltre venti milioni di posti di lavoro e contribuisce direttamente al 4,1% del valore aggiunto lordo dell’Unione, quota che raggiunge il 10,1% considerando anche gli effetti indiretti e indotti della spesa turistica.

La struttura produttiva del comparto rende particolarmente importante il coinvolgimento delle imprese locali.

Alberghi indipendenti, strutture ricettive familiari, operatori culturali, ristorazione e servizi di accompagnamento contribuiscono a definire l’identità delle destinazioni. La loro capacità di innovare, però, può essere limitata da risorse finanziarie insufficienti, carenze di personale qualificato e difficoltà nell’utilizzo delle tecnologie digitali.

La strategia propone interventi di assistenza tecnica, formazione e sostegno alla transizione ambientale e digitale delle imprese turistiche.

Tra le iniziative annunciate compare una nuova EU Tourism Academy, la cui attivazione è programmata nella seconda metà del 2027. Il progetto dovrebbe coinvolgere istituti di formazione, università e organizzazioni specializzate per sviluppare competenze rispondenti alle esigenze del settore.

Bruxelles prevede inoltre di lavorare sulla semplificazione amministrativa e sulla comparabilità dei sistemi di classificazione delle strutture ricettive, valutando progressivamente anche informazioni relative all’accessibilità e alle prestazioni ambientali.

Per le vacanze sostenibili in Europa, la qualità dell’offerta dipende anche dalla possibilità di distinguere caratteristiche verificabili delle strutture da semplici dichiarazioni commerciali.

La documentazione europea prevede, nella seconda metà del 2028, la presentazione di criteri rinnovati dell’Ecolabel UE per i servizi di ricettività turistica. Non viene introdotto, con la sola presentazione della strategia, un nuovo obbligo generalizzato di certificazione ambientale per hotel e altre strutture.

Turismo e cambiamento climatico: la resilienza entra nella programmazione

Gli effetti del cambiamento climatico costituiscono un’altra ragione alla base della strategia europea.

Temperature elevate, fenomeni meteorologici estremi e pressione sulle risorse naturali possono modificare la stagionalità e l’attrattività delle destinazioni. Le conseguenze interessano sia i viaggiatori sia le attività economiche che dipendono dal turismo.

La Commissione intende rafforzare la capacità di prevenzione e adattamento, sostenendo strumenti pratici destinati alle imprese e alle amministrazioni territoriali.

Il concetto di resilienza comprende anche la gestione delle crisi geopolitiche, delle interruzioni dei trasporti, degli incidenti informatici e delle emergenze sanitarie.

Tra le iniziative programmate figura la creazione di una rete europea di coordinamento delle crisi turistiche, prevista nella seconda metà del 2027.

La rete dovrebbe migliorare lo scambio di informazioni e la cooperazione tra autorità competenti quando eventi straordinari compromettono i collegamenti, la sicurezza o il funzionamento delle attività turistiche.

Le vacanze sostenibili in Europa dipendono quindi anche dalla capacità delle destinazioni di assicurare continuità dei servizi e informazioni affidabili nelle situazioni di difficoltà.

Questo aspetto interessa soprattutto le località che presentano una forte dipendenza economica dal turismo e margini limitati per assorbire improvvise interruzioni della domanda.

Una strategia europea che richiede interventi dei territori

La nuova strategia non sostituisce le competenze degli Stati membri in materia di turismo. L’Unione europea svolge principalmente un ruolo di sostegno, coordinamento e integrazione delle politiche nazionali.

Per favorire l’attuazione delle iniziative, la Commissione prevede la costituzione di una EU Tourism Alliance entro il 2027, con la partecipazione delle amministrazioni nazionali, regionali e locali, delle imprese e degli altri soggetti interessati.

Il coordinamento dovrà contribuire a trasformare le priorità comuni in interventi compatibili con le caratteristiche delle singole destinazioni.

La strategia conferma inoltre l’importanza dei programmi europei di finanziamento già esistenti. Le informazioni pubblicate dalla Commissione indicano che, nell’ambito del quadro finanziario pluriennale 2021-2027, almeno 18 miliardi di euro di sostegno europeo dovrebbero aver beneficiato il settore entro la conclusione del periodo, principalmente attraverso il dispositivo per la ripresa e la resilienza e gli strumenti della politica di coesione. Non si tratta di un nuovo stanziamento interamente aggiuntivo disposto il 4 novembre.

Per i territori, la questione riguarda la capacità di individuare progetti concreti: miglioramento dei collegamenti, valorizzazione del patrimonio culturale, gestione dei flussi, qualificazione professionale e adattamento ai rischi climatici.

Anche la promozione internazionale sarà riorganizzata attraverso il rafforzamento del quadro Destination Europe e una revisione delle iniziative dedicate alle capitali europee del turismo.

L’obiettivo dichiarato è dare maggiore visibilità alla varietà delle destinazioni europee, comprese quelle meno conosciute, senza sostituire le strategie promozionali nazionali e regionali.

Per il mercato delle vacanze sostenibili in Europa, il cambiamento più rilevante potrebbe arrivare proprio dalla capacità delle amministrazioni di rendere concretamente accessibili località oggi meno frequentate.

La disponibilità di collegamenti, informazioni aggiornate, strutture operative durante l’anno e servizi adeguati determinerà quanto la redistribuzione dei flussi potrà diventare una possibilità reale.

Il calendario allegato alla comunicazione europea colloca nella seconda metà del 2027 la presentazione degli strumenti comuni per il turismo equilibrato. Sarà quello uno dei primi passaggi attraverso i quali verificare come gli obiettivi annunciati il 4 novembre 2026 verranno tradotti in indicazioni operative per le destinazioni.

Umberto De Filippi