Dal 5 al 22 novembre 2026 Palermo ospita la 51ª edizione del Festival di Morgana, la rassegna internazionale dedicata al teatro di figura organizzata dal Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino. Diciotto giorni di calendario, con appuntamenti concentrati in tre fine settimana, porteranno nel quartiere della Kalsa compagnie siciliane e artisti provenienti da Turchia, Iran, Spagna e Germania. Il programma comprende spettacoli, performance, laboratori, mostre, incontri di studio e presentazioni editoriali.
Il titolo scelto per questa edizione, Figure in viaggio tra Oriente e Occidente, esprime la direzione culturale della manifestazione. Al centro rimane l’Opera dei Pupi, tradizione teatrale siciliana riconosciuta dall’UNESCO, affiancata da linguaggi che utilizzano ombre, oggetti, movimento corporeo e narrazione musicale.
Il Festival di Morgana 2026 a Palermo propone anche due approfondimenti specifici: uno dedicato al corpo e alle sue possibilità espressive, l’altro a Pinocchio, personaggio che permette di mettere in relazione il patrimonio letterario italiano con differenti tecniche di animazione teatrale.
La manifestazione, diretta da Rosario Perricone, si svolgerà principalmente al Museo delle Marionette, nell’ex chiesa di San Mattia ai Crociferi, all’Oratorio dei Bianchi e negli spazi dell’Accademia di Belle Arti di Palermo.
Il programma del primo weekend: dal corpo a Pinocchio
L’apertura di giovedì 5 novembre è affidata al convegno Corpo a corpo. Percezione, rappresentazione, performance, visioni, ospitato nell’aula magna di Palazzo Fernandez, sede dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, con inizio alle 9. I lavori proseguiranno venerdì 6 novembre dalle 9.30.
L’incontro, realizzato in collaborazione con il dottorato di ricerca Mediascape, affronta le rappresentazioni del corpo nelle arti e nella performance. Il tema interessa direttamente il teatro di marionette, dove il movimento nasce dalla relazione tra il manufatto e chi lo anima, ma si estende alla danza, alle arti visive e alle pratiche contemporanee.
Giovedì 5 novembre, alle 21.15, il Museo delle Marionette ospiterà Per colpa dell’amore. Storia di Franko B., performance dell’artista italiano Franko B. realizzata con la Compagnia di Opera dei Pupi Brigliadoro. L’incontro tra un artista legato alla sperimentazione performativa e una compagnia della tradizione palermitana costituisce uno degli appuntamenti più significativi dell’apertura.
Venerdì 6 novembre, sempre al museo, Adriano Bolognino presenterà Come Neve, con due rappresentazioni alle 19 e alle 20.15. Alle 21.15, nell’ex chiesa di San Mattia ai Crociferi, sarà invece la volta di The story of an ear that pretended to be deaf, spettacolo di Venera Kazarova, artista proveniente dalla Germania.
Sabato 7 novembre il programma cambierà registro, concentrandosi su Pinocchio. Alle 16 il Museo delle Marionette accoglierà il laboratorio Come se fossi corpo, della Compagnia Nika. Alle 17 sarà inaugurata una mostra dedicata al personaggio di Collodi, realizzata con lavori degli studenti del corso di Grafica d’arte dell’Accademia di Belle Arti di Palermo.
Alle 18 è prevista la presentazione del libro I semi di Pinocchio. Qualità mitiche del burattino di Collodi, di Stefano Traini, pubblicato dalle Edizioni Museo Pasqualino nel 2026.
La giornata si concluderà alle 21.15 con Pinocchio spacca l’Opra, produzione che coinvolge l’Opera dei Pupi Argento e Teatri Alchemici. Lo spettacolo tornerà domenica 8 novembre alle 11, mentre alle 17 la Compagnia Terzostudio presenterà C’era due volte un piede, con l’artista italo-argentina Veronica Gonzales.
La scelta di dedicare una parte del Festival di Morgana 2026 a Palermo a Pinocchio consente di osservare una distinzione spesso trascurata. Il burattino di Collodi appartiene alla tradizione letteraria italiana e viene generalmente associato a una particolare tecnica teatrale, mentre i pupi siciliani possiedono caratteristiche costruttive, modalità di manovra e repertori narrativi differenti. La loro presenza nello stesso programma permette di confrontare linguaggi senza considerarli equivalenti.
Dalla Turchia all’Iran, il secondo weekend del festival
Il calendario internazionale entrerà nel vivo venerdì 13 novembre, quando arriveranno due produzioni legate alle tradizioni teatrali del Medio Oriente.
Al Museo delle Marionette, alle 21.15, Cengiz Ozek, artista turco specializzato nel teatro delle ombre, presenterà Garbage Monster. Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con il Turkish Cultural Center Yunus Emre Institute e verrà replicato sabato 14 novembre alle 21.15 e domenica 15 alle 17.
La presenza di Ozek introduce il pubblico alla tradizione turca del teatro delle ombre, distinta dall’Opera dei Pupi per materiali, tecniche di rappresentazione e rapporto tra personaggi e superficie di proiezione. Nel teatro delle ombre il pubblico osserva le sagome proiettate su uno schermo illuminato; nell’Opera dei Pupi l’azione si sviluppa attraverso personaggi tridimensionali manovrati direttamente nello spazio scenico.
Dall’Iran arriverà invece il Saina Puppet Theatre Group, impegnato nello spettacolo Kheymeh Shab Bazi. Le rappresentazioni sono previste nell’ex chiesa di San Mattia ai Crociferi venerdì 13 novembre alle 20, sabato 14 alle 18 e domenica 15 alle 11.
Il Kheymeh Shab Bazi appartiene alla tradizione iraniana del teatro di marionette, caratterizzata da specifiche modalità di manipolazione, convenzioni narrative e rapporti tra musica e recitazione. La sua presenza a Palermo permette di conoscere una pratica teatrale con una propria storia, evitando di ridurre le diverse culture del teatro animato a un unico modello orientale.
Sabato 14 novembre, alle 17, San Mattia ai Crociferi ospiterà anche la conferenza Iran: i segni di una magnifica cultura, affidata a Marcella Croce.
Accanto agli artisti internazionali, il secondo fine settimana comprende la narrazione musicale Di ossi che cantano e altri prodigi, di Sergio Bonanzinga, proposta al Museo delle Marionette venerdì 13 novembre alle 19, sabato 14 alle 20 e domenica 15 alle 20.
Venerdì 13 novembre, alle 17, è prevista inoltre l’apertura della mostra Pistole di Totò Mineo, dedicata a un elemento della cultura materiale collegata al teatro tradizionale.
La presenza di spettacoli provenienti da Iran e Turchia dà concretezza al tema del viaggio culturale scelto per il festival. Le forme teatrali presentate hanno origini e convenzioni differenti, ma condividono la necessità di trasmettere competenze che comprendono costruzione dei personaggi, manipolazione, memoria dei racconti e rapporto diretto con il pubblico.
David Espinosa, Peppe Barra e gli spettacoli conclusivi
L’ultima parte del Festival di Morgana 2026 a Palermo si aprirà giovedì 19 novembre con una mostra dedicata al rapporto tra tradizione artigianale e strumenti digitali.
Alle 18, all’Oratorio dei Bianchi, sarà inaugurata L’Opera dei pupi dal Manufatto al 3D, esposizione che affronta la rappresentazione del patrimonio teatrale attraverso tecnologie contemporanee.
La sera, alle 21.15, il Museo delle Marionette ospiterà Dark Times, spettacolo dell’artista spagnolo David Espinosa, realizzato in collaborazione con l’Instituto Cervantes di Palermo. È prevista una seconda rappresentazione venerdì 20 novembre alle 18.
La partecipazione di Espinosa amplia ulteriormente l’indagine sulle possibilità del teatro di oggetti e sulle relazioni tra presenza scenica, manipolazione e percezione dello spettatore.
Venerdì 20 novembre, alle 21.15, nell’ex chiesa di San Mattia ai Crociferi, arriverà uno degli ospiti più conosciuti della manifestazione: Peppe Barra, protagonista di Ce steva na vota. Cunti e canti dal mondo di Basile.
Lo spettacolo richiama il patrimonio narrativo di Giambattista Basile, autore seicentesco del Cunto de li cunti, raccolta fondamentale nella storia della fiaba europea. La presenza di Barra mette in relazione il festival con la tradizione del racconto orale, della vocalità e della cultura teatrale napoletana.
Sabato 21 novembre sarà dedicato anche alle pratiche artistiche e alla memoria dell’epica cavalleresca. Dalle 10 alle 17, il Museo delle Marionette ospiterà Mani che narrano. Estemporanea sull’epos cavalleresco, iniziativa della Scuola dei Madonnari di Sicilia.
Alle 17 verrà presentato il volume Gesta Karoli di Notkero Balbulo, a cura di Matteo Salaroli e Ileana Pagani, mentre alle 18.30 sarà proiettato Appesi a un filo, documentario di Giancarmine Arena dedicato alle famiglie dell’Opera dei Pupi di Palermo e Catania.
La serata proseguirà alle 21.15 con Le prime imprese di Carlo Magno re in esilio, spettacolo della Compagnia Arte Pupi Fratelli Napoli.
Nella stessa giornata, alle 18, la Compagnia Mago Malagigi porterà in scena Ruggero libera Aladina nell’ex chiesa di San Mattia ai Crociferi.
Domenica 22 novembre, ultimo giorno della manifestazione, Ruggero libera Aladina sarà replicato alle 10. Alle 12, sempre a San Mattia ai Crociferi, l’Accademia di Belle Arti di Firenze presenterà Il combattimento di Tancredi e Clorinda.
Il programma terminerà al Museo delle Marionette con la presentazione, alle 17, del volume di Alessandro Napoli All’ombra del vulcano. Racconti inediti sull’Opera di pupi catanesi, e con una replica dello spettacolo dei Fratelli Napoli alle 18.
L’Opera dei Pupi siciliana e il dialogo con le altre tradizioni teatrali
L’Opera dei Pupi costituisce il principale riferimento storico e culturale del festival. Nata in Sicilia all’inizio dell’Ottocento, si è sviluppata soprattutto attraverso compagnie familiari e spettacoli ispirati alla letteratura cavalleresca medievale, ai poemi rinascimentali e alle storie dei paladini di Francia.
Orlando, Rinaldo, Carlo Magno e altri personaggi appartengono a un repertorio che per generazioni ha accompagnato la vita culturale e sociale delle comunità siciliane. Le rappresentazioni potevano articolarsi in cicli narrativi distribuiti su numerose serate, con un pubblico capace di seguire vicende, genealogie e conflitti tra i protagonisti.
L’UNESCO ha proclamato l’Opera dei Pupi capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell’umanità nel 2001, inserendola nel 2008 nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale.
Il riconoscimento riguarda una tradizione complessa, che comprende la costruzione artigianale dei personaggi, le tecniche di animazione, la recitazione e la trasmissione del repertorio.
Esistono inoltre differenze storicamente documentate tra le scuole di Palermo e Catania. Cambiano le dimensioni e le caratteristiche dei pupi, le modalità di manovra e alcune convenzioni sceniche. Non si tratta di varianti puramente decorative, perché tali caratteristiche incidono concretamente sull’organizzazione delle rappresentazioni.
La presenza della Compagnia Arte Pupi Fratelli Napoli, legata alla tradizione catanese, permette di riportare questa distinzione al centro del programma.
Il Festival di Morgana 2026 a Palermo affianca a tale patrimonio pratiche teatrali sviluppatesi in altri contesti geografici. Il confronto con le ombre turche, le marionette iraniane e le sperimentazioni europee ha un valore culturale proprio perché ciascuna forma conserva le proprie specificità.
Un teatro di ombre non utilizza necessariamente le stesse tecniche di un teatro di burattini. Una marionetta a fili non viene manovrata come un pupo siciliano e una performance costruita attraverso oggetti quotidiani può attribuire all’animatore un ruolo molto diverso rispetto alle tradizioni popolari.
Il denominatore comune è l’uso teatrale di corpi, materiali o oggetti animati, ma l’analisi delle singole pratiche richiede attenzione alle loro origini, alle tecniche e alle comunità che le hanno sviluppate.
Laboratori, mostre e tecnologie per trasmettere il patrimonio culturale
La componente formativa rappresenta una parte significativa della 51ª edizione. Il laboratorio Come se fossi corpo, in programma il 7 novembre, affianca il lavoro pratico agli appuntamenti di spettacolo, mentre il convegno iniziale mette in relazione ricerca accademica e pratiche artistiche.
Il percorso espositivo comprende quattro mostre, dedicate a Pinocchio, ai lavori di Totò Mineo, alla trasformazione digitale dell’Opera dei Pupi e alle attività artistiche collegate alla manifestazione.
Particolare attenzione merita L’Opera dei pupi dal Manufatto al 3D, perché affronta una questione centrale nella conservazione del patrimonio immateriale: documentare oggetti e tecniche senza separare i manufatti dalle competenze necessarie per utilizzarli.
La digitalizzazione può contribuire alla catalogazione e alla consultazione dei materiali. Modelli tridimensionali, archivi audiovisivi e strumenti di accesso digitale permettono di studiare caratteristiche costruttive e repertori anche al di fuori degli spazi museali.
La conservazione digitale, tuttavia, non coincide con la trasmissione integrale di una tradizione teatrale. La capacità di manovrare i pupi, interpretare i personaggi e organizzare una rappresentazione richiede esperienze pratiche, osservazione e apprendimento diretto.
A questo tema è collegata la presentazione del progetto PA.DI.TRA – Patrimonio digitale transculturale del Museo delle marionette, prevista venerdì 20 novembre alle 17.
Il Museo Antonio Pasqualino, fondato nel 1975, svolge da decenni attività di raccolta, conservazione, studio e divulgazione delle tradizioni teatrali siciliane e internazionali. L’integrazione tra documentazione museale, spettacoli dal vivo ed editoria specialistica rappresenta uno degli elementi che caratterizzano la sua attività.
La programmazione del festival rende visibile questo lavoro attraverso iniziative differenti: dalla presentazione di studi sui pupi catanesi alla proiezione di documentari, fino alle esibizioni delle compagnie che continuano a praticare l’Opera dei Pupi.
Ingressi gratuiti, prenotazioni e sedi degli spettacoli
La partecipazione al Festival di Morgana 2026 a Palermo prevede modalità differenti in base agli appuntamenti e agli spazi utilizzati.
Gli spettacoli ospitati al Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino a partire dal 7 novembre richiedono una prenotazione obbligatoria del costo di 3 euro. La prenotazione garantisce l’accesso allo spettacolo, ma è necessario presentarsi almeno 30 minuti prima dell’inizio della rappresentazione.
Per gli spettacoli organizzati nell’ex chiesa di San Mattia ai Crociferi e per gli altri eventi, l’ingresso è gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili. Convegni, mostre e incontri non richiedono prenotazione secondo le indicazioni diffuse dagli organizzatori.
Il sistema di prenotazione online comprende, tra gli altri, Pinocchio spacca l’Opra, C’era due volte un piede, Garbage Monster, Di ossi che cantano e altri prodigi, Dark Times e Le prime imprese di Carlo Magno re in esilio.
Sono previste inoltre modalità dedicate alle persone con disabilità e ai loro accompagnatori, con prenotazione gratuita fino a esaurimento dei posti. La richiesta deve essere effettuata almeno 48 ore prima dell’evento, anche quando lo spettacolo è programmato in uno spazio normalmente a ingresso libero.
Per informazioni e prenotazioni dedicate è disponibile il numero 091 328060, attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 14.
Il Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino si trova in piazzetta Antonio Pasqualino 5, nel quartiere della Kalsa. L’ex chiesa di San Mattia ai Crociferi è situata in via Torremuzza 18B, mentre l’Oratorio dei Bianchi si trova nell’omonima piazzetta. Il convegno iniziale sarà ospitato dall’Accademia di Belle Arti, a Palazzo Fernandez, in via Papireto 20.
Accessibilità e nuove modalità di partecipazione
L’edizione 2026 dedica particolare attenzione all’accessibilità culturale. Il programma comprende strumenti pensati per rendere più comprensibili spettacoli e contenuti museali anche a persone con differenti esigenze.
Tra le soluzioni annunciate compaiono spettacoli con interpretazione nella lingua dei segni italiana, materiali consultabili mediante screen reader, tag NFC e sinossi che descrivono lo svolgimento delle rappresentazioni scena per scena.
Queste ultime sono particolarmente utili nel caso dell’Opera dei Pupi, dove la successione degli episodi e le relazioni tra numerosi personaggi possono rendere complessa la comprensione del racconto per un pubblico che non conosce il repertorio cavalleresco.
La programmazione comprende inoltre spettacoli che attribuiscono particolare importanza al movimento corporeo e alla comunicazione non verbale, come Come Neve, C’era due volte un piede e Dark Times.
Le misure previste riguardano anche l’accessibilità fisica delle sedi, sebbene le condizioni varino da edificio a edificio. Il Museo delle Marionette dispone di ascensore e servizi accessibili; per San Mattia ai Crociferi e l’Oratorio dei Bianchi sono indicate specifiche dotazioni di accesso, con raccomandazioni rivolte alle persone con difficoltà motorie.
Il programma accessibile pubblicato dagli organizzatori raccoglie descrizioni degli appuntamenti e informazioni pratiche, permettendo di conoscere preventivamente contenuti e condizioni di partecipazione.
In una rassegna dedicata al patrimonio immateriale, la possibilità di assistere agli spettacoli e comprenderne i linguaggi assume anche un significato legato alla salvaguardia culturale. La continuità dell’Opera dei Pupi dipende infatti dalla permanenza delle competenze artistiche e dalla presenza di un pubblico in grado di riconoscerle. L’incontro tra le compagnie storiche e le nuove generazioni di spettatori, previsto negli appuntamenti conclusivi del 21 e 22 novembre, costituisce una delle occasioni concrete attraverso cui questa trasmissione può continuare.










