Il 29 ottobre 2026 Eurostat ha programmato la pubblicazione delle statistiche sul trasporto ferroviario dei passeggeri nel 2025, aggiornando un quadro che negli ultimi anni ha mostrato una consistente ripresa degli spostamenti su rotaia. La nuova rilevazione interessa direttamente anche l’Italia, uno dei maggiori mercati ferroviari dell’Unione europea, e offre l’occasione per osservare come si distribuiscono i flussi di passeggeri tra i diversi Paesi.
La banca dati europea comprende già informazioni relative al 2025, ma il rapporto statistico di approfondimento consultabile riporta ancora l’analisi del 2024. Non risultano quindi verificabili, attraverso la documentazione esaminata, tutti i nuovi valori nazionali e le relative variazioni annuali. I confronti quantitativi consolidati disponibili consentono comunque di individuare le dimensioni del fenomeno e di chiarire che cosa misurino effettivamente queste statistiche.
Il tema riguarda anche i viaggi in treno in Europa, sempre più presenti nelle discussioni sulle alternative agli spostamenti in automobile e in aereo. Occorre però distinguere il trasporto ferroviario complessivo dalle vacanze: pendolari, studenti, lavoratori e turisti contribuiscono agli stessi indicatori, pur avendo esigenze e comportamenti molto differenti.
Italia, Germania e Francia tra i maggiori mercati ferroviari
Le statistiche Eurostat relative al 2024 indicano che nell’Unione europea sono stati effettuati circa 8,7 miliardi di viaggi ferroviari, per un totale di 444,5 miliardi di passeggeri-chilometro, secondo la successiva elaborazione pubblicata nel maggio 2026.
La Germania e la Francia rappresentano i mercati maggiori in termini di percorrenze complessive, rispettivamente con 109,1 e 107,3 miliardi di passeggeri-chilometro. L’Italia occupa la posizione successiva, con 55,9 miliardi, confermando il peso del sistema ferroviario nazionale nel trasporto europeo.
Considerando invece il numero di passeggeri trasportati, la rilevazione Eurostat pubblicata nell’ottobre 2025 attribuiva alla Germania circa 2,9 miliardi di passeggeri, alla Francia 1,32 miliardi e all’Italia 843 milioni. La Spagna seguiva con circa 700 milioni di passeggeri, secondo l’approfondimento statistico europeo.
Sono numeri riferiti al 2024, che costituiscono una base di confronto e non devono essere presentati come risultati definitivi del 2025.
La distribuzione geografica riflette caratteristiche differenti. La Germania dispone di un sistema ferroviario articolato, con importanti flussi regionali e metropolitani. La Francia combina collegamenti ad alta velocità e trasporto regionale. In Italia convivono una rete di servizi locali e regionali, i collegamenti Intercity e un mercato dell’alta velocità sviluppato soprattutto lungo le principali direttrici nazionali.
Queste differenze contribuiscono a spiegare perché una graduatoria basata sul numero di passeggeri non coincida necessariamente con quella costruita sulle distanze percorse.
Passeggeri trasportati e passeggeri-chilometro: due indicatori diversi
La distinzione tra i due principali indicatori Eurostat è essenziale per interpretare correttamente l’andamento del settore.
Il numero dei passeggeri trasportati misura i movimenti registrati dalle imprese ferroviarie secondo le definizioni statistiche adottate. Non equivale al numero di persone distinte che utilizzano il treno durante l’anno: uno stesso viaggiatore può essere conteggiato ripetutamente quando effettua più spostamenti.
I passeggeri-chilometro, invece, misurano il volume di trasporto tenendo conto anche della distanza. Un passeggero che percorre 300 chilometri produce 300 passeggeri-chilometro; dieci passeggeri che percorrono ciascuno 30 chilometri producono lo stesso valore complessivo.
Di conseguenza, due Paesi possono registrare volumi simili di passeggeri ma risultati differenti in termini di percorrenze. Un sistema caratterizzato da numerosi tragitti suburbani può avere un numero elevato di utenti trasportati senza raggiungere le distanze complessive di una rete utilizzata frequentemente per collegamenti interurbani.
La differenza emerge anche osservando le variazioni annuali. Il numero di passeggeri può aumentare mentre diminuiscono i chilometri complessivamente percorsi, qualora crescano soprattutto gli spostamenti brevi. Può verificarsi anche il fenomeno inverso, con meno viaggi ma mediamente più lunghi.
Per valutare i viaggi in treno in Europa è quindi necessario considerare entrambi gli indicatori. Nessuno dei due, preso isolatamente, descrive la qualità del servizio, la frequenza dei collegamenti o le motivazioni che hanno portato le persone a scegliere la ferrovia.
I collegamenti nazionali rappresentano la maggior parte del traffico
Uno degli elementi più significativi delle statistiche europee riguarda la prevalenza degli spostamenti effettuati all’interno dei singoli Paesi.
Secondo i dati Eurostat riferiti al 2024, i viaggi ferroviari nazionali nell’Unione europea hanno raggiunto circa 8,3 miliardi di passeggeri, per un totale di 420 miliardi di passeggeri-chilometro. I movimenti internazionali hanno interessato invece circa 150 milioni di passeggeri, con 23 miliardi di passeggeri-chilometro.
La componente nazionale rappresentava dunque la grande maggioranza del trasporto ferroviario rilevato.
La prevalenza emerge anche dall’analisi dei singoli mercati. Nell’approfondimento Eurostat relativo al 2024, il trasporto nazionale superava il 90% dei passeggeri-chilometro in tutti i Paesi considerati, con le eccezioni del Lussemburgo e della Repubblica Ceca, dove rappresentava rispettivamente il 63,5% e l’82,1%.
Le differenze dipendono anche dalla posizione geografica, dalla dimensione territoriale e dall’organizzazione delle reti. Nei Paesi piccoli e fortemente integrati con i territori confinanti, i collegamenti internazionali possono assumere un peso relativamente maggiore.
Va considerata anche una particolarità metodologica: per i viaggi internazionali, Eurostat attribuisce a ciascun Paese soltanto la distanza percorsa sulla propria rete nazionale. Un viaggio che attraversa diversi Stati viene quindi rappresentato attraverso le rispettive tratte territoriali.
Le statistiche sul traffico transfrontaliero non coincidono necessariamente con il numero di itinerari completi effettuati dai viaggiatori tra una città europea e un’altra.
Il recupero dopo la pandemia e le differenze tra Paesi
Il confronto con gli anni precedenti mostra quanto il settore ferroviario sia cambiato dopo il 2020.
Secondo Eurostat, nel 2019 il trasporto passeggeri nell’Unione europea aveva raggiunto circa 400 miliardi di passeggeri-chilometro. L’anno successivo, durante l’emergenza sanitaria, il valore era sceso a 214 miliardi, con una contrazione del 46,6%.
La ripresa è proseguita nei tre anni successivi. Nel 2024, il trasporto ferroviario dei passeggeri è aumentato del 5,8% rispetto al 2023, raggiungendo un livello superiore a quello precedente la pandemia.
L’andamento non è stato uniforme. Nel 2024 l’Ungheria ha registrato una crescita particolarmente elevata del numero di passeggeri, pari al 60%, in un periodo caratterizzato dall’introduzione di un sistema tariffario semplificato, con agevolazioni e gratuità per determinate categorie.
Incrementi sono stati osservati anche in Lettonia e Irlanda, mentre Romania e Bulgaria hanno registrato diminuzioni nel numero di passeggeri trasportati.
Questi risultati mostrano che le variazioni della domanda possono dipendere anche da decisioni tariffarie, modifiche dell’offerta e cambiamenti nelle modalità di utilizzo dei servizi.
Per questo motivo, un incremento dei passeggeri ferroviari non può essere attribuito automaticamente a una maggiore propensione alle vacanze in treno. La crescita potrebbe riguardare soprattutto gli spostamenti quotidiani, i collegamenti regionali oppure la mobilità per motivi professionali.
Che cosa indicano i dati per il turismo ferroviario
L’interesse per i viaggi in treno in Europa riguarda un mercato composto da esigenze molto diverse. Esistono i collegamenti utilizzati per raggiungere grandi città e destinazioni turistiche, i servizi internazionali tra Paesi confinanti, i treni notturni e gli itinerari che prevedono diverse tappe.
Le statistiche Eurostat permettono di valutare l’importanza complessiva della ferrovia, ma non classificano automaticamente i passeggeri in base alla finalità del viaggio.
Un collegamento tra due città può trasportare contemporaneamente turisti, studenti e lavoratori. Anche un treno internazionale può essere utilizzato per un viaggio d’affari, una visita familiare oppure una vacanza.
Per determinare quanto stia crescendo il turismo ferroviario servono quindi informazioni ulteriori: indagini sulle motivazioni degli spostamenti, dati sulle prenotazioni turistiche, rilevazioni delle imprese ferroviarie e statistiche relative ai pernottamenti e alle destinazioni.
La distinzione è particolarmente rilevante nei Paesi con grandi reti ferroviarie. Un aumento dei passeggeri sulle linee regionali tedesche, ad esempio, non dimostra necessariamente una crescita del turismo internazionale. Allo stesso modo, un incremento dei passeggeri-chilometro in Italia potrebbe dipendere da una maggiore utilizzazione dei collegamenti nazionali sulle lunghe distanze.
Il turismo ferroviario resta comunque un ambito di interesse per le politiche europee dei trasporti, soprattutto in relazione ai collegamenti transfrontalieri e alla possibilità di integrare il treno negli itinerari che attraversano più Paesi.
Collegamenti internazionali e ostacoli ai viaggi su più tratte
Organizzare viaggi in treno in Europa attraverso diversi Stati presenta caratteristiche differenti rispetto alla prenotazione di un singolo collegamento nazionale.
La disponibilità di servizi diretti, la frequenza delle partenze, i tempi di coincidenza e le condizioni tariffarie incidono concretamente sulla possibilità di costruire un itinerario.
Un percorso che attraversa più reti ferroviarie può richiedere prenotazioni separate e condizioni contrattuali differenti. Questo assume particolare importanza quando il viaggio comprende coincidenze tra operatori diversi: i diritti del passeggero in caso di ritardo o perdita della coincidenza dipendono anche dalla struttura del contratto di trasporto e dall’eventuale presenza di un biglietto cumulativo.
La competitività dei collegamenti internazionali dipende quindi da fattori che le statistiche sui passeggeri trasportati non descrivono direttamente.
Anche la disponibilità di servizi notturni può incidere sulle possibilità di viaggio, specialmente sulle distanze più lunghe. Tuttavia, il loro contributo quantitativo alla crescita del traffico ferroviario deve essere misurato con dati specifici, senza estendere all’intero mercato risultati relativi a singole tratte.
La stessa prudenza vale per il confronto ambientale con altri mezzi di trasporto. Il treno può offrire vantaggi rilevanti in termini di emissioni, ma una valutazione completa richiede di considerare il percorso, l’alimentazione energetica, l’occupazione dei mezzi e le alternative effettivamente disponibili.
Il ruolo dell’Italia nella mobilità ferroviaria europea
La posizione italiana nelle statistiche Eurostat è significativa anche per la struttura geografica del Paese.
La rete ferroviaria collega importanti aree urbane, distretti produttivi e destinazioni turistiche, mentre le tratte internazionali attraversano prevalentemente gli archi alpini e mettono in comunicazione l’Italia con i Paesi confinanti.
Le esigenze della mobilità quotidiana e quelle del turismo si sovrappongono in numerosi collegamenti. Le grandi stazioni funzionano contemporaneamente come nodi del trasporto regionale, punti di interscambio per le lunghe percorrenze e porte d’accesso alle città d’arte.
I 55,9 miliardi di passeggeri-chilometro registrati per l’Italia nel 2024 confermano la dimensione di questo mercato, ma non permettono di quantificare la componente strettamente turistica.
Le informazioni relative al 2025, una volta confrontate nelle serie statistiche definitive, consentiranno di verificare se il Paese abbia consolidato il volume complessivo dei trasporti, modificato le distanze medie percorse o registrato variazioni nella distribuzione tra servizi nazionali e internazionali.
Sarà particolarmente interessante osservare se un eventuale aumento del numero di passeggeri corrisponda anche a una crescita dei passeggeri-chilometro. Il confronto permetterebbe di distinguere almeno in parte l’espansione dei movimenti brevi da quella degli spostamenti sulle distanze maggiori, pur senza identificare direttamente le motivazioni turistiche.
Dati ferroviari e prospettive per gli spostamenti europei
Le rilevazioni Eurostat rappresentano uno strumento utile per comprendere come viene utilizzata la ferrovia, ma richiedono attenzione anche rispetto al perimetro statistico.
L’approfondimento dedicato al trasporto passeggeri utilizza principalmente i dati delle maggiori imprese ferroviarie, individuate attraverso soglie di attività definite dalla normativa europea. Metro, tram e sistemi di metropolitana leggera non rientrano nel medesimo campo di osservazione.
Alcune differenze nazionali possono inoltre essere influenzate dalla disponibilità dei dati, da cambiamenti metodologici e da revisioni delle serie storiche. Le graduatorie devono essere interpretate tenendo conto di queste circostanze, soprattutto quando le distanze tra Paesi sono contenute.
Per i viaggi in treno in Europa, l’elemento più interessante rimane il rapporto tra dimensione del mercato ferroviario e possibilità effettiva di utilizzare la rete per spostamenti complessi.
I dati dimostrano che la ferrovia ha recuperato un ruolo consistente nella mobilità europea dopo la crisi sanitaria. Non dimostrano, da soli, che i cittadini abbiano sostituito le vacanze in automobile o in aereo con soggiorni organizzati attraverso collegamenti ferroviari.
La distinzione conta anche per le politiche pubbliche. Gli investimenti destinati a migliorare il servizio quotidiano possono rispondere a esigenze diverse da quelli necessari a rafforzare l’interoperabilità tra reti nazionali, la distribuzione dei biglietti internazionali o le coincidenze tra servizi a lunga percorrenza.
L’aggiornamento statistico sul 2025 potrà contribuire a chiarire l’evoluzione dei volumi di traffico. Per misurare l’effettiva diffusione del turismo ferroviario europeo, invece, sarà necessario affiancare ai passeggeri-chilometro informazioni sulle destinazioni, sulle motivazioni di viaggio e sulle modalità con cui vengono organizzati gli itinerari internazionali.










