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Ingresso illuminato di un cinema storico a Trieste durante le ore serali.

Dal 3 all’8 novembre 2026 Trieste ospita la 26ª edizione del Trieste Science+Fiction Festival 2026, con oltre 60 anteprime cinematografiche mondiali, internazionali e nazionali, incontri con registi, proiezioni di classici e appuntamenti dedicati alla scienza e alle nuove tecnologie. La manifestazione, organizzata da La Cappella Underground, coinvolge il Politeama Rossetti, il Cinema Ariston e diversi spazi del centro cittadino, con un programma che attraversa fantascienza, horror, fantasy e cinema sperimentale.

L’inaugurazione è prevista martedì 3 novembre alle 20 al Politeama Rossetti con The Squirrel, commedia distopica del regista finlandese Markus Lehmusruusu ambientata in un futuro nel quale la natura è scomparsa. La scelta di aprire con un racconto ecologista introduce uno dei temi ricorrenti dell’edizione: il rapporto tra trasformazioni tecnologiche, ambiente e comportamento umano.

Il calendario comprende opere provenienti da differenti cinematografie, cortometraggi, retrospettive e produzioni che sperimentano nuovi linguaggi audiovisivi. Tra gli ospiti figurano il regista Paolo Strippoli, presidente della giuria del Premio Asteroide, e Mauro Repetto, atteso per la presentazione del suo primo romanzo fantascientifico. La chiusura, domenica 8 novembre, è affidata a Bucking Fastard, il nuovo film di Werner Herzog.

Il programma cinematografico tra fantascienza distopica e horror internazionale

Il Trieste Science+Fiction Festival 2026 propone una selezione nella quale il futuro viene raccontato attraverso prospettive molto diverse. Alle distopie ambientali si affiancano storie di controllo tecnologico, mutazioni biologiche, identità artificiali e minacce che nascono dall’alterazione della realtà quotidiana.

Mercoledì 4 novembre, alle 20 al Politeama Rossetti, è in programma Sanctuary di Filip Kovačević. Nella stessa giornata trovano spazio Bunny Rabbit di James Branson, Light Pillar di Xu Zao e Another di Andy Chen, insieme alle proiezioni del Cinema Ariston dedicate a produzioni indipendenti e sperimentali.

Giovedì 5 novembre, alle 20, arriva uno dei titoli più attesi della rassegna: Colony, il nuovo horror epidemico del regista sudcoreano Yeon Sang-ho, già conosciuto per Train to Busan. La presenza del film conferma l’attenzione della manifestazione verso il cinema asiatico, particolarmente attivo nella contaminazione tra fantascienza, thriller e horror.

Venerdì 6 novembre alle 22.30 il Rossetti ospita Exit 8 di Genki Kawamura, adattamento cinematografico dell’omonimo videogioco. Il film utilizza una situazione labirintica e ripetitiva per costruire un’esperienza di tensione psicologica. Il passaggio dal videogioco al cinema rappresenta uno degli sviluppi più interessanti della produzione fantastica contemporanea: meccaniche nate per l’interazione individuale diventano strumenti narrativi destinati a uno spettatore che non può intervenire direttamente sugli eventi.

Sabato 7 novembre il programma comprende Celeste tra le stelle di Kid Koala, alle 15, e Freaks Part II di Zach Lipovsky e Adam B. Stein, previsto alle 20. In serata arrivano anche Home Bodies di Casey Walker e Trauma, or Monsters All di Larry Fessenden, mentre le proiezioni notturne dell’Ariston ampliano l’offerta dedicata all’horror più eccentrico.

Domenica 8 novembre, alle 11, il Cinema Ariston presenta BlackFlag di Marco Bolognesi, racconto distopico che affronta il controllo sociale e la manipolazione attraverso i media. Alle 17 il Rossetti ospita Arachnid – Ragnatela letale, diretto da Ángel Gómez Hernández, con Matilda Lutz.

La varietà dei film mostra quanto il cinema fantastico contemporaneo utilizzi situazioni estreme per affrontare questioni riconoscibili: la dipendenza dalle tecnologie, la fragilità dell’ambiente, l’influenza dei mezzi di comunicazione e le conseguenze di un progresso che procede più rapidamente della capacità di comprenderlo.

Premio Asteroide, Méliès d’Argent e cinema europeo

Una parte centrale della manifestazione è dedicata ai concorsi internazionali. La sezione NEON raccoglie lungometraggi selezionati tra le produzioni più recenti e comprende opere in competizione per il Premio Asteroide, riconoscimento rivolto al cinema fantastico emergente.

Tra i titoli presenti nella competizione figurano The Squirrel, Species, Bunny Rabbit, Light Pillar, Sanctuary, Another, Imposters, DreamQuil, Yellow Cake e You Are the Film. Le opere affrontano il fantastico utilizzando registri differenti, dalla speculazione scientifica all’inquietudine psicologica.

La giuria del Premio Asteroide è composta da Paolo Strippoli, dalla scrittrice Emma Braslavsky e da Morten Haagensen. La presenza di professionisti con esperienze differenti permette di valutare i film considerando scrittura, linguaggio audiovisivo e capacità di rinnovare i codici del genere.

Il festival partecipa inoltre al circuito della Méliès International Festivals Federation, che riunisce manifestazioni europee specializzate nel cinema fantastico.

I Méliès d’Argent riguardano le produzioni europee e comprendono riconoscimenti per lungometraggi e cortometraggi. Tra i film inseriti nella competizione del 2026 compaiono The Alice Paradox, Nella morsa del ghiaccio, Saligia, Rain Catcher e 5 More Minutes, oltre ad alcuni titoli presenti anche nel concorso Asteroide.

La giuria Méliès dell’edizione è formata da Valentina Ariete, David Cox e Martin Unsworth.

Il confronto tra i film selezionati offre un’occasione di visibilità anche a produzioni che, pur partecipando al circuito internazionale dei festival, possono incontrare maggiori difficoltà nella distribuzione cinematografica ordinaria. Per queste opere la presenza in una rassegna specializzata rappresenta un’opportunità di incontro con pubblico, critica e operatori del settore, senza costituire automaticamente una garanzia di successiva uscita nelle sale.

Dal cinema classico all’omaggio a Roger Corman

Accanto alle anteprime, il Trieste Science+Fiction Festival 2026 dedica spazio alla storia del cinema di genere. La sezione Sci-Fi Classix recupera film che hanno contribuito alla costruzione dell’immaginario fantascientifico e horror, permettendo di confrontare soluzioni narrative e visive appartenenti a epoche differenti.

Martedì 3 novembre il Cinema Ariston propone 2+5 Missione Hydra di Pietro Francisci e The Invisible Man di James Whale. Il giorno successivo è prevista la proiezione di This Island Earth, classico della fantascienza statunitense degli anni Cinquanta.

Particolare rilievo assume l’omaggio a Roger Corman, nel centenario della nascita. Regista, produttore e scopritore di talenti, Corman ha avuto un ruolo importante nello sviluppo del cinema indipendente americano, lavorando spesso con budget contenuti e tempi di produzione ridotti.

La retrospettiva attraversa differenti momenti della sua carriera, dalla fantascienza al cinema gotico. Venerdì 6 novembre è prevista la proiezione di Gas-s-s-s… or It May Become Necessary to Destroy the World in Order to Save It, mentre sabato 7 novembre viene presentato Roger Corman’s Frankenstein Unbound.

L’interesse dell’omaggio riguarda anche il modello produttivo sviluppato da Corman. La capacità di realizzare film con risorse limitate, valorizzando sceneggiature originali, effetti pratici e sperimentazione visiva, ha contribuito alla formazione di numerosi professionisti del cinema americano.

Per il pubblico contemporaneo, la retrospettiva permette inoltre di osservare come il cinema fantastico abbia utilizzato a lungo il racconto dell’impossibile per affrontare paure collettive, trasformazioni sociali e conflitti generazionali.

Intelligenza artificiale, esplorazione spaziale e nuovi immaginari scientifici

Il rapporto tra scienza e narrazione costituisce uno degli elementi caratteristici del festival triestino. L’edizione 2026 sviluppa questo legame attraverso incontri che affrontano intelligenza artificiale, transumanesimo, esplorazione spaziale e scenari ambientali.

Martedì 3 novembre lo Sci-Fi Dome di Piazza della Borsa ospita diversi appuntamenti dedicati al futuro. Alle 11 Francesco Verso presenta Solarpunk: una guida per cambiare il futuro, seguito alle 12 dall’incontro Carsopunk: Il futuro vien dal Carso, insieme a Francesco Scarel.

Il solarpunk è una corrente narrativa ed estetica che immagina società capaci di affrontare la crisi ambientale attraverso trasformazioni energetiche, tecnologiche e culturali. A differenza delle distopie fondate sul collasso, privilegia la rappresentazione di futuri sostenibili, senza necessariamente rinunciare al conflitto narrativo.

Alle 17 dello stesso giorno è previsto La nuova frontiera dell’esplorazione spaziale, con Daniele Tavagnacco, Erik Romelli e il coinvolgimento dell’INAF. L’incontro collega l’immaginario dei viaggi cosmici alla ricerca astronomica e alle prospettive dell’esplorazione scientifica.

Mercoledì 4 novembre, alle 11, Alexander Thomas affronta il transumanesimo nell’appuntamento Rispettare o trasgredire i limiti? Il transumanesimo tra promesse ed eccessi. Alle 18 Luca Chittaro interviene su un tema particolarmente attuale: È possibile amare un algoritmo? Le nostre relazioni ai tempi dell’IA.

La presenza di questi argomenti nel programma del Trieste Science+Fiction Festival 2026 evidenzia una caratteristica della fantascienza: la possibilità di costruire scenari narrativi a partire da tecnologie esistenti o da ipotesi scientifiche ancora oggetto di studio.

Occorre tuttavia distinguere l’immaginazione cinematografica dalla previsione scientifica. Un film può rappresentare macchine coscienti, società interamente automatizzate o trasformazioni biologiche radicali senza che tali situazioni corrispondano a sviluppi tecnologici dimostrati.

Il valore culturale di queste opere risiede anche nella possibilità di interrogarsi sulle conseguenze sociali di determinate scelte. La fantascienza permette di rappresentare dilemmi relativi alla privacy, all’autonomia individuale e al rapporto tra esseri umani e sistemi artificiali, rendendoli comprensibili attraverso personaggi e conflitti.

Artificial Universe e Fantastic Film Forum: la tecnologia entra nella produzione audiovisiva

Il confronto con l’innovazione riguarda anche gli strumenti utilizzati per realizzare e distribuire i film.

Mercoledì 4 novembre alle 17, al Cinema Ariston, è prevista la proiezione di Artificial Universe, programma di cortometraggi collegato alla sperimentazione con strumenti di intelligenza artificiale.

La selezione comprende opere di autori internazionali, tra cui Céremony di Mark Wachholz, I Spoke to a Flying Saucer di Fabio Bilardo, Dispensable di Karina González Cabrera, Hotel di Justin Keating e Misero Soffio Misera Carne di Stefano P. Testa.

Il programma permette di osservare differenti applicazioni dei nuovi strumenti nella produzione audiovisiva, un settore nel quale le tecnologie generative stanno modificando alcune fasi della progettazione e realizzazione delle immagini.

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale non identifica però un metodo produttivo unico. La generazione di singoli elementi visivi, l’elaborazione di sequenze e l’impiego di software di supporto alla postproduzione comportano processi creativi differenti. Per valutare il contributo effettivo di questi strumenti occorre conoscere le modalità di realizzazione delle singole opere.

Il festival dedica attenzione anche alle trasformazioni industriali attraverso il Fantastic Film Forum, spazio professionale rivolto al settore cinematografico.

Mercoledì 4 novembre, all’Urban Center, è previsto un appuntamento dedicato al Generative Audience Design per la Distribuzione e Comunicazione Cinematografica. Il tema riguarda l’impiego di strumenti e metodologie innovative per analizzare i pubblici potenziali e progettare strategie di comunicazione e distribuzione.

Si tratta di questioni rilevanti soprattutto per il cinema indipendente, dove la disponibilità di risorse promozionali può essere limitata rispetto alle produzioni sostenute dai grandi distributori.

L’impiego di tecnologie basate sui dati può contribuire alla comprensione dei segmenti di pubblico, ma la qualità di una strategia distributiva dipende anche dalla conoscenza dei mercati, dalle caratteristiche del film e dalla capacità di costruire relazioni con esercenti, festival e piattaforme.

Il confronto tra sperimentazione creativa e organizzazione industriale offre quindi una prospettiva concreta sull’innovazione cinematografica, evitando di ridurla alla sola introduzione di nuovi software.

Letteratura, fumetto e incontri con gli autori

La programmazione del Trieste Science+Fiction Festival 2026 comprende una componente letteraria sviluppata principalmente attraverso gli appuntamenti della Sala Xenia e dello Sci-Fi Dome.

Venerdì 6 novembre, alle 18.30, Mauro Repetto presenta Election Day 2067, romanzo pubblicato da Acheron. Il libro immagina una Roma post-cyberpunk nella quale tecnologie digitali, identità virtuali e manipolazione politica contribuiscono a trasformare le relazioni sociali.

La vicenda ruota attorno a Monica, una giovane performer che scopre un legame con un’entità artificiale coinvolta negli equilibri di potere di una società dominata da grandi organizzazioni politiche ed economiche.

La presentazione permette di affrontare un tema che attraversa numerose opere contemporanee: la possibilità che immagini, personalità e comportamenti vengano riprodotti o manipolati attraverso sistemi digitali sempre più sofisticati.

Sempre il 6 novembre, la Sala Xenia ospita incontri dedicati alla storia della fantascienza, all’editoria indipendente e alla narrativa fantastica. Tra questi figurano FantaSelf: L’avventura della fantascienza in self publishing, alle 12, e 1926-1976-2026: Evoluzione e rivoluzione fantascientifica in cento anni di archetipi, alle 15.30.

Domenica 8 novembre, alle 17, Paolo Strippoli partecipa allo Sci-Fi Dome alla masterclass gratuita Nuovi incubi italiani, moderata dal giornalista Simone Soranna.

L’incontro affronta il cinema horror italiano contemporaneo e la capacità del genere di mettere in discussione convenzioni narrative consolidate.

Nel programma trovano spazio anche il fumetto e l’illustrazione. L’artista Spugna, autore dell’immagine ufficiale dell’edizione, è protagonista domenica 8 novembre alle 15 dell’incontro Spugna. Un underground overground.

Alle 18 della stessa giornata è prevista allo Sci-Fi Dome la cerimonia del Premio Letterario Mondofuturo, riconoscimento dedicato alla narrativa fantascientifica.

Le sedi del festival e i prezzi dei biglietti

Gli appuntamenti del Trieste Science+Fiction Festival 2026 sono distribuiti tra diverse sedi, ciascuna caratterizzata da una programmazione specifica.

Il Politeama Rossetti, in largo Giorgio Gaber, ospita numerose anteprime, i lungometraggi in concorso e alcuni degli appuntamenti cinematografici principali.

Il Cinema Ariston accoglie cortometraggi, documentari, retrospettive, produzioni sperimentali e proiezioni notturne. È la sede nella quale il programma valorizza maggiormente la diversità dei formati e delle esperienze cinematografiche.

Lo Sci-Fi Dome, allestito in Piazza della Borsa, è dedicato prevalentemente agli incontri culturali e scientifici, mentre la Sala Xenia ospita presentazioni editoriali, appuntamenti legati al fumetto e attività ludiche.

Alcuni eventi si svolgono inoltre all’Urban Center, alla Casa del Cinema e in altri luoghi cittadini.

L’accesso alle proiezioni prevede biglietti singoli al prezzo di 8 euro intero e 6 euro ridotto. I biglietti sono acquistabili online oppure, dal 3 all’8 novembre, alle casse del festival presso il Politeama Rossetti e il Cinema Ariston, secondo la disponibilità.

È prevista anche una formula Double Bill: al Rossetti, il biglietto per la proiezione delle 15 consente l’accesso anche al film delle 17.

Per partecipare a più proiezioni sono disponibili accrediti. La formula Raggi Fotonici Standard ha un prezzo indicato di 50 euro, mentre l’accredito Ridotto, riservato agli studenti universitari e agli appartenenti agli enti convenzionati, costa 30 euro.

Gli accrediti consentono l’ingresso alle proiezioni del Rossetti e dell’Ariston fino a esaurimento dei posti disponibili. Permettono inoltre di prenotare gratuitamente il proprio posto agli incontri dello Sci-Fi Dome attraverso il programma online.

L’acquisto degli accrediti è riservato ai maggiorenni e richiede la registrazione sulla piattaforma adottata per l’edizione 2026.

La maggior parte degli eventi collaterali è a ingresso gratuito. Per gli incontri allo Sci-Fi Dome e in Sala Xenia è generalmente possibile presentarsi direttamente alla sede, tenendo conto della capienza e delle eventuali condizioni indicate per i singoli appuntamenti.

Per le proiezioni più richieste, la disponibilità effettiva dei posti resta quindi un elemento da verificare prima dell’accesso.

La tradizione della fantascienza a Trieste e la serata conclusiva

L’attuale manifestazione raccoglie l’eredità del Festival Internazionale del Film di Fantascienza di Trieste, nato nel 1963. Questa continuità culturale distingue l’appuntamento cittadino da molte rassegne di genere sviluppatesi successivamente.

La storia del festival è legata alla progressiva affermazione della fantascienza come forma cinematografica capace di dialogare con la letteratura, la ricerca scientifica e le trasformazioni della società.

L’edizione 2026 conserva questa impostazione, affiancando ai concorsi incontri sulla tecnologia, attività educative e spazi professionali dedicati alla produzione audiovisiva.

L’ultima giornata, domenica 8 novembre, concentra diversi appuntamenti cinematografici e culturali. Accanto alle proiezioni di BlackFlag, You Are the Film e Arachnid – Ragnatela letale, il programma comprende il Mercatino Intergalattico in viale XX Settembre, iniziative dedicate alla letteratura e la masterclass di Paolo Strippoli.

La serata conclusiva al Politeama Rossetti prevede le premiazioni e la proiezione di Bucking Fastard di Werner Herzog, programmata alle 20.30.

Il film riunisce Kate Mara e Rooney Mara nei ruoli di due sorelle inseparabili, Jean e Joan Holbrooke. Ispirata alla vicenda delle gemelle britanniche Freda e Greta Chaplin, l’opera racconta un rapporto segnato da una profonda simbiosi e da una ricerca ossessiva di un luogo nel quale realizzare il proprio ideale di felicità.

Dedicato a David Lynch, il lungometraggio introduce nella chiusura del festival un cinema che si muove tra realtà, ossessione e immaginazione, senza appartenere necessariamente alle forme più convenzionali della fantascienza.

La scelta di Herzog per l’ultima proiezione conferma l’ampiezza della selezione triestina, nella quale il fantastico comprende anche opere che mettono in discussione i confini della percezione, dell’identità e del racconto cinematografico.

I riconoscimenti delle competizioni saranno assegnati durante la manifestazione: alla vigilia dell’apertura, i vincitori dell’edizione 2026 non sono ancora stati proclamati.

Umberto De Filippi