Site Loader

C’è un volto di Vladimir Putin che non compare nei discorsi ufficiali, non trapela dai vetri oscurati delle limousine blindate, non si riflette nei marmi lucidi del Cremlino. È un volto domestico, privato, e al tempo stesso enigmatico. È quello di un padre. O, per meglio dire, di un uomo attorno al quale ruotano silenziosamente le vite di alcune donne, sue figlie — alcune riconosciute, altre solo sospettate, tutte avvolte da una coltre di mistero che ha il profumo di dossier bruciati e fotografie mai pubblicate. Delle figlie di Vladimir Putin si sa poco, pochissimo. Ma quel poco basta a delineare un intreccio affascinante di potere, anonimato, e destini tracciati nell’ombra.

Una delle rare certezze è Maria Vladimirovna Vorontsova, la maggiore. La sua identità è stata confermata — sebbene mai apertamente da Putin — ed è protagonista di alcune rare apparizioni pubbliche, tra cui un’intervista che ha fatto il giro del mondo per la sua natura eccezionale. Un approfondimento dedicato a Maria Putin è disponibile qui, tra curiosità, dettagli biografici e sprazzi di una vita volutamente invisibile.

Nascere figlia dello zar: tra biologia e silenzi

Maria, classe 1985, è nata a Leningrado, nell’URSS ormai al tramonto. Figlia della prima moglie di Putin, Lyudmila Škrebneva, ha vissuto i suoi primi anni nella DDR, dove il padre era impiegato nei servizi segreti sovietici. L’infanzia scorre in tedesco, tra palazzi grigi e confini sorvegliati. Ma se il padre si muove nell’ombra per mestiere, la figlia lo imparerà per necessità. Cresce all’ombra del potere, una vita protetta ma mai esposta.

Maria oggi è un medico, specializzata in endocrinologia pediatrica. Si è sposata con un imprenditore olandese, Jorrit Faassen, con cui ha avuto un figlio. Vive, pare, tra Mosca e l’Europa, e dirige progetti di ricerca scientifica di alto livello. È comparsa in pubblico nel 2024 in un’intervista che ha colpito per il tono quasi ingenuo, se non fosse per la risonanza del nome che porta: ha descritto la Russia come una nazione che “mette la vita umana al centro”, una frase che ha fatto alzare più di un sopracciglio nei corridoi della stampa internazionale. Dietro il volto da ricercatrice, molti vedono la strategia comunicativa di un regime che, di tanto in tanto, lascia trapelare quel che vuole venga visto.

Katerina, la danzatrice acrobatica dai mille volti

Diversa eppure simile è la storia di Katerina Vladimirovna Tikhonova, la seconda delle figlie di Vladimir Putin, nata nel 1986 nella Dresda controllata dai sovietici. Il suo nome di battesimo fu un enigma per anni. Katerina è sbucata dal buio come un personaggio shakespeariano, con eleganza e forza. Studiosa di matematica e fisica, danzatrice rock’n’roll a livello agonistico, dirigente di centri di ricerca e innovazione legati all’università di Mosca.

Una donna che si muove tra scienza e coreografia, tra i calcoli e la musica, e che per un periodo è stata sposata con Kirill Shamalov, uno degli uomini più ricchi della Russia. Le cronache economiche la collegano alla gestione di progetti tecnologici strategici, con un ruolo di punta nell’ambito dell’innovazione russa. Ma è la sua discrezione a colpire: sebbene la sua identità sia stata ormai svelata dai media internazionali, ogni sua apparizione pubblica sembra costruita per dire il meno possibile, e per dire esattamente quello che serve.

La figlia dell’ombra: Elizaveta e l’arte della sparizione

Ci sono poi storie che non cercano conferme, ma si nutrono del dubbio. Come quella di Elizaveta Krivonogikh, conosciuta anche come Luiza Rozova. Una giovane donna dalla pelle chiara e lo sguardo che ricorda, in modo inquietante, quello di Putin. Secondo un’indagine del giornale russo Proekt, sarebbe nata da una relazione tra Putin e Svetlana Krivonogikh, ex donna delle pulizie e oggi ricca imprenditrice.

Elizaveta è apparsa brevemente su Instagram qualche anno fa, mostrando un gusto spiccato per la moda, l’arte e i locali europei. Poi, silenzio. Le sue tracce portano a Parigi, dove pare viva sotto falso nome. La stampa l’ha ribattezzata “la figlia segreta”, e ogni tanto il suo volto riappare in qualche scatto rubato. La somiglianza è impressionante, ma è tutto? Forse sì, forse no. Nessun DNA, nessun certificato. Solo un nome, un passato incerto, e un presente vissuto tra le pieghe dell’invisibilità.

I figli del mistero: l’ipotesi Kabaeva

Il capitolo più scivoloso — e anche il più romanzesco — riguarda Alina Kabaeva, ex ginnasta olimpica, politica, ora alla guida di un grande gruppo mediatico. Si dice che da anni sia la compagna di Vladimir Putin, benché il Cremlino non abbia mai confermato né smentito ufficialmente. Alcuni giornali, tra cui Vanity Fair Italia, riportano che la coppia avrebbe avuto due figli maschi, nati rispettivamente nel 2015 e nel 2019, in Svizzera e in Russia.

Quei bambini, di cui non esistono foto pubbliche né nomi certi, vivrebbero isolati dal mondo, protetti da un livello di sicurezza degno di capi di Stato. Nessuna scuola, nessun parco giochi, nessun compleanno in pizzeria. Una vita ritagliata nella bambagia, ma tagliata fuori da tutto. Se davvero esistono, sono l’esempio perfetto del nuovo zarismo: eredi di sangue, ma senza volto.

Un mosaico incompleto ma rivelatore

In questo groviglio di biografie sospese e tracce cancellate, una cosa è chiara: le figlie di Vladimir Putin sono state cresciute per non esistere pubblicamente. Per camminare sulle punte, come ballerine, senza lasciare impronte. Eppure, ciascuna di esse racconta qualcosa del potere paterno. Maria, con la sua scientificità controllata, rivela un volto umano del regime. Katerina, col suo dinamismo istituzionale, incarna il nuovo corso dell’industria russa. Elizaveta, se davvero figlia dello zar, è lo specchio di un passato che ritorna, e i figli presunti con Kabaeva, infine, sono l’enigma definitivo: il potere che si perpetua, ma senza mostrarsi.

La strategia è vecchia quanto la storia: proteggere la dinastia nascondendola. Ma nel mondo dei social, dei leak, delle inchieste globali, nulla resta davvero invisibile. Così, tra una dichiarazione criptica e un’immagine che scompare in 24 ore, affiora la trama sottile di un impero personale che Putin ha costruito con cura maniacale. Un impero fatto di silenzi, di volti noti ma mai ufficiali, e di un’eredità che potrebbe un giorno affacciarsi alla luce. Ma quel giorno, se mai verrà, sarà scritto da qualcun altro. Per ora resta solo il sussurro: chi sono davvero tutte le figlie di Vladimir Putin?

Umberto De Filippi