Aumenti in busta paga: fino a 480 euro al mese per i ministeriali
A partire da giugno 2025, i dipendenti della Pubblica Amministrazione centrale vedranno un significativo incremento nella loro busta paga. Gli aumenti potranno raggiungere fino a 480 euro mensili, grazie a un intervento del governo che ha stanziato 190 milioni di euro per colmare il divario nel salario accessorio tra i diversi ministeri.
Questa misura mira a uniformare i compensi accessori, come bonus e incentivi, al livello più alto attualmente registrato, quello delle Agenzie fiscali, dove si raggiungono in media 6.724 euro l’anno, ovvero circa 560 euro al mese.
Gli incrementi si aggiungono all’aumento del 6% già ottenuto con il rinnovo del contratto triennale, portando a un ulteriore incremento medio del 3,15%. Gli importi varieranno a seconda del ministero di appartenenza e saranno definiti attraverso la contrattazione integrativa.
Il Decreto PA 2025: una svolta per la Pubblica Amministrazione
Il Decreto PA 2025, recentemente convertito in legge, rappresenta una svolta significativa per il settore pubblico. Con 99 voti favorevoli, 70 contrari e due astenuti, il Senato ha approvato definitivamente la legge di conversione del Decreto PA 2025, recante “Disposizioni urgenti in materia di reclutamento e funzionalità delle pubbliche amministrazioni”.
Tra le novità introdotte, l’aumento del trattamento accessorio per i dipendenti degli Enti Locali, un primo passo per cercare di equiparare gli stipendi tra Funzioni Centrali e Locali. Le amministrazioni possono aumentare il Fondo per le risorse decentrate oltre il limite normalmente previsto dalla legge, ma solo fino a un certo tetto massimo, calcolato come il 48% della somma tra la componente stabile del fondo risorse decentrate e gli importi per gli incarichi di posizione organizzativa, rapportata alla spesa del 2023 per gli stipendi tabellari delle aree professionali.
Non tutti gli Enti potranno però trattare questi aumenti, ma solo le amministrazioni “virtuose” che rispettano le regole del D.L. 34/2019 sull’assunzione e gestione del personale e l’equilibrio pluriennale di bilancio, certificato dai revisori dei conti dell’ente.
Arretrati e taglio del cuneo fiscale: cosa aspettarsi a giugno
Giugno si preannuncia un mese positivo per i dipendenti pubblici, che vedranno in busta paga sia il taglio del cuneo fiscale introdotto dall’ultima manovra, sia gli arretrati maturati nei cinque mesi precedenti. Il beneficio complessivo, per molti, ammonterà a circa 400 euro.
Il taglio del cuneo fiscale per i dipendenti pubblici garantisce un aumento dello stipendio. Il beneficio va dagli 80 ai 120 euro al mese, senza tenere conto degli arretrati.
L’applicazione del nuovo sgravio fiscale ha subito un ritardo a causa di interventi tecnici sulla piattaforma NoiPa, il sistema informatico del Mef utilizzato per l’elaborazione delle buste paga del pubblico impiego. Gli adeguamenti sono stati richiesti dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e hanno riguardato l’implementazione di nuove misure per la protezione dei dati personali e per l’integrità dei calcoli retributivi.
Differenze tra ministeri e enti locali: verso una maggiore equità
Sebbene gli stipendi base nella PA centrale siano uguali a parità di qualifica, i trattamenti economici complessivi differiscono sensibilmente tra amministrazioni. Questo a causa del salario accessorio, che varia in base ai fondi disponibili nei singoli ministeri. Da anni esiste una netta distinzione tra “ministeri ricchi”, come l’Agenzia delle Entrate e i Monopoli, e “ministeri poveri”, come quello della Giustizia.
Il risultato? Un vero e proprio esodo dei funzionari verso le amministrazioni più remunerative, con il ministero della Giustizia tra i più colpiti dalla fuga di personale.
Dalle simulazioni basate sui dati ufficiali della Ragioneria dello Stato emerge, ministero per ministero, di quanto dovrebbe aumentare il salario accessorio per raggiungere il livello delle Agenzie fiscali:
- Giustizia: +480 euro/mese
- Infrastrutture e Trasporti: +465 euro
- Interno: +401 euro
- Ambiente: +310 euro
- Lavoro: +283 euro
- Affari Esteri: +240 euro
Meno marcate le differenze per Cultura (+78 euro), Made in Italy (+83 euro) e Salute (+3 euro). Economia e Turismo, infine, non riceveranno alcun adeguamento perché già oltre la soglia di riferimento.
Contratti, assunzioni e valorizzazione del personale
Il Decreto PA 2025 introduce anche misure per il reclutamento e la valorizzazione del personale. Una delle misure introdotte è la possibilità per le pubbliche amministrazioni di assumere giovani diplomati negli Istituti Tecnologici superiori (ITS Academy) nell’area dei Funzionari con contratto di formazione e lavoro. Al termine del contratto, i giovani potranno essere assunti a tempo indeterminato. A questi possono essere destinati un numero di posti pari fino al 15% delle facoltà assunzionali dei singoli Enti.
Con contratto di formazione e lavoro potranno inoltre essere assunti giovani laureandi, iscritti al terzo anno di università e in regola con i crediti formativi.
Inoltre, il Ministero della Salute è autorizzato ad assumere, in deroga alle facoltà assunzionali vigenti, ulteriori 121 unità di personale negli anni 2025 e 2026, così suddivise:
- 8 dirigenti di seconda fascia
- 23 dirigenti sanitari
- 90 unità di personale non dirigenziale dell’Area dei funzionari
Queste misure mirano a rafforzare la capacità operativa della Pubblica Amministrazione e a garantire un servizio più efficiente ai cittadini.










