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Forma tagliata di formaggio stagionato accanto a una tradizionale fossa di maturazione.

Il centro storico di Sogliano al Rubicone si prepara ad accogliere la 51ª edizione della Fiera del Formaggio di Fossa, in programma domenica 22 e 29 novembre e domenica 6 dicembre 2026. Tre giornate dedicate a una delle produzioni casearie più caratteristiche dell’Appennino romagnolo, con degustazioni, mercatini, appuntamenti gastronomici, visite alle fosse di stagionatura e iniziative culturali.

La manifestazione torna nel periodo dell’anno tradizionalmente legato alla sfossatura, quando le forme conservate per mesi nelle cavità scavate nell’arenaria vengono riportate in superficie. Un procedimento che ha contribuito a rendere Sogliano al Rubicone conosciuta ben oltre i confini regionali e che conserva un legame diretto con le abitudini agricole delle comunità locali.

La Fiera del Formaggio di Fossa di Sogliano 2026 si svolgerà nelle piazze e nelle vie del borgo, in provincia di Forlì-Cesena. Il calendario confermato comprende tre domeniche consecutive, mentre il periodo dal 22 novembre al 6 dicembre indica l’intervallo complessivo della manifestazione, senza prevedere un’apertura continuativa nei giorni intermedi.

Il programma della 51ª edizione tra gastronomia e spettacoli

Le tre giornate della fiera si svilupperanno attorno alla proposta gastronomica e alla valorizzazione delle produzioni tradizionali. Le informazioni turistiche già pubblicate confermano il ritorno di alcune iniziative che caratterizzano la manifestazione, mentre la distribuzione definitiva dei singoli appuntamenti nelle diverse domeniche resta soggetta agli aggiornamenti degli organizzatori.

Tra le proposte annunciate compare 5 Ristoranti in Piazza, iniziativa che coinvolgerà cinque ristoratori di Sogliano al Rubicone, ciascuno con un proprio menù dedicato al Formaggio di Fossa e ad altre preparazioni. Il servizio sarà ospitato in un’area coperta e riscaldata, soluzione pensata per consentire ai visitatori di pranzare e cenare anche durante le giornate più fredde.

Un altro appuntamento caratteristico è È Zir dal Fosi, percorso di degustazione che permette di conoscere le fosse del centro storico attraverso assaggi di formaggi e vini locali. L’iniziativa rappresenta una delle occasioni più interessanti per comprendere il rapporto tra il prodotto e il luogo in cui completa la maturazione.

Il programma generale comprende inoltre spettacoli musicali e teatrali, laboratori, mercatini di prodotti tipici, street food, visite guidate, mostre e attività rivolte ai bambini. Sono previste anche aperture gratuite di musei e spazi espositivi, secondo le modalità che saranno precisate nel calendario dettagliato.

Rimane confermata la presenza del tradizionale punto di ristoro della Pro Loco, che da anni accompagna le giornate della manifestazione.

La Fiera del Formaggio di Fossa di Sogliano 2026 sarà a ingresso gratuito, mentre alcune attività specifiche, comprese determinate degustazioni, potranno prevedere un costo. Le informazioni pubblicate per l’edizione indicano un orario generale dalle 9 alle 22, con parcheggi e servizio navetta gratuiti. Per conoscere gli orari dei singoli appuntamenti e le eventuali prenotazioni sarà necessario fare riferimento al programma aggiornato.

Come nasce il Formaggio di Fossa di Sogliano DOP

La particolarità del prodotto risiede soprattutto nella fase finale della maturazione. Il Formaggio di Fossa di Sogliano DOP viene ottenuto da latte vaccino, ovino oppure da una miscela dei due, seguendo un disciplinare che stabilisce le caratteristiche delle materie prime, le lavorazioni consentite e le condizioni di stagionatura.

Prima di essere collocate nelle fosse, le forme affrontano una prima maturazione della durata compresa tra 60 e 240 giorni. Successivamente vengono pulite, inserite in appositi sacchi di tela e affidate agli infossatori, artigiani specializzati nella gestione delle cavità e nel controllo delle diverse fasi della lavorazione.

Le fosse sono generalmente ricavate nell’arenaria e presentano una struttura che può ricordare quella di un fiasco, con un’apertura relativamente stretta e uno spazio interno più ampio.

La loro preparazione richiede operazioni precise. Dopo l’aerazione e la pulizia, le cavità vengono sanificate mediante fuoco e fumo. Sul fondo sono sistemate tavole di legno che favoriscono il deflusso dei liquidi prodotti durante la maturazione, mentre le pareti vengono rivestite con uno strato di paglia di grano sostenuto da canne.

A questo punto i sacchi contenenti il formaggio vengono accatastati all’interno della cavità. La fossa viene chiusa con un coperchio di legno, sigillato con materiali previsti dal disciplinare.

La permanenza sottoterra dura da 80 a 100 giorni. Durante questo periodo si sviluppano condizioni particolari di temperatura, umidità e scarsa disponibilità di ossigeno, che favoriscono trasformazioni fisiche, chimiche e microbiologiche del formaggio.

Le forme perdono parte della loro struttura originaria, assumendo spesso un aspetto irregolare, con arrotondamenti e depressioni provocati dalla pressione esercitata durante la permanenza nella fossa.

Anche la consistenza e il profilo aromatico cambiano sensibilmente. La pasta diventa generalmente semidura e friabile, mentre si sviluppano odori persistenti che possono ricordare il sottobosco, la muffa e il tartufo.

Si tratta di caratteristiche legate a questo specifico metodo produttivo, che non devono essere estese indistintamente agli altri formaggi stagionati.

La sfossatura e il legame con Santa Caterina

Il momento dell’apertura delle fosse conserva un significato particolare nella storia di Sogliano al Rubicone.

La tradizione individua nel 25 novembre, giorno di Santa Caterina d’Alessandria, la data simbolica della sfossatura autunnale. In passato, terminati i principali lavori nei campi, le famiglie contadine si recavano in paese per recuperare il formaggio affidato agli infossatori durante l’estate.

La conservazione sotterranea permetteva di disporre di una risorsa alimentare anche nei mesi invernali. Secondo la ricostruzione storica della tradizione locale, l’impiego delle fosse risale al Medioevo, quando questi ambienti venivano utilizzati anche per proteggere le scorte alimentari dalle razzie.

Con il passare del tempo, una pratica nata principalmente per esigenze di conservazione ha assunto un valore gastronomico autonomo. Le condizioni create all’interno delle cavità modificavano infatti il formaggio in modo riconoscibile, conferendogli caratteristiche difficili da riprodurre attraverso una normale stagionatura in ambiente controllato.

La fiera nacque nel 1974 grazie all’iniziativa della Pro Loco e di alcuni volontari, con l’obiettivo di mantenere viva questa consuetudine e far conoscere il prodotto.

La Fiera del Formaggio di Fossa di Sogliano 2026 prosegue dunque una tradizione che precede di diversi secoli la nascita della manifestazione. La ricorrenza del 25 novembre mantiene il proprio significato storico anche quando, come accade quest’anno, le giornate della fiera vengono organizzate nelle domeniche vicine.

Il calendario di infossatura previsto dal disciplinare, inoltre, non è limitato alla sola produzione autunnale. Sono ammessi due periodi distinti, uno primaverile e uno estivo, ciascuno regolato da specifiche condizioni.

Cosa distingue il Formaggio di Fossa DOP dagli altri formaggi stagionati

Il riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta, ottenuto nel 2009, ha definito un quadro preciso per la produzione del Formaggio di Fossa di Sogliano.

La zona geografica comprende territori dell’Emilia-Romagna e delle Marche, con una particolare concentrazione storica delle attività di infossatura nell’area appenninica e nelle località legate alla tradizione malatestiana.

La DOP non identifica semplicemente un formaggio lasciato maturare sottoterra. Richiede il rispetto di norme relative alla provenienza del latte, alla caseificazione, alle caratteristiche delle fosse, ai periodi di lavorazione e alle operazioni di confezionamento.

Non tutti i formaggi commercializzati con riferimenti alla stagionatura in fossa appartengono quindi alla denominazione protetta.

Una distinzione riguarda anche il latte utilizzato. Il Formaggio di Fossa di Sogliano DOP può essere prodotto nella versione pecorina, vaccina oppure mista, ma non prevede l’impiego di latte caprino.

Le tre tipologie presentano differenze organolettiche documentate. La versione pecorina tende ad avere un gusto aromatico, intenso e leggermente piccante. Quella vaccina risulta generalmente più delicata, moderatamente salata, con una componente acidula e talvolta una lieve nota amarognola. Il formaggio misto presenta caratteristiche intermedie, che dipendono dalla combinazione delle due materie prime.

Anche all’interno della medesima tipologia possono emergere differenze dovute alla lavorazione e alla maturazione.

Per riconoscere il prodotto certificato è utile controllare la confezione, sulla quale devono comparire la denominazione protetta, il relativo simbolo europeo e le altre informazioni previste dal disciplinare.

Tra queste figurano la tipologia di latte impiegato, l’identificazione dell’operatore e il periodo di infossatura. Sono elementi importanti soprattutto quando si acquista il prodotto presso mercati, negozi specializzati o manifestazioni gastronomiche.

Degustazioni e abbinamenti: come riconoscere le diverse caratteristiche

Uno degli aspetti più interessanti della Fiera del Formaggio di Fossa di Sogliano 2026 sarà la possibilità di confrontare prodotti e lavorazioni attraverso l’assaggio.

La degustazione del formaggio di fossa richiede una certa attenzione alla sua intensità aromatica. Il prodotto può presentare una componente sapida marcata, accompagnata da sensazioni pungenti e da un retrogusto persistente.

Per coglierne le caratteristiche è preferibile assaggiarlo inizialmente senza condimenti troppo pronunciati. Un piccolo pezzo, portato a una temperatura di servizio adeguata, permette di riconoscere meglio la consistenza friabile e le diverse sfumature aromatiche.

Gli abbinamenti tradizionali comprendono miele, confetture e preparazioni dolci capaci di creare un contrasto con la sapidità del formaggio. La scelta deve comunque tenere conto della tipologia: un pecorino di fossa particolarmente intenso non offre le stesse sensazioni di un prodotto vaccino più delicato.

Il formaggio trova impiego anche nella cucina romagnola, grattugiato o ridotto in scaglie su primi piatti, paste ripiene e preparazioni a base di verdure.

Proprio la sua intensità suggerisce un utilizzo misurato. Quantità eccessive rischiano di coprire gli altri ingredienti, mentre dosaggi contenuti permettono di valorizzarne il profumo.

Un discorso simile riguarda il vino. Non esiste un abbinamento universalmente valido per tutte le versioni del Formaggio di Fossa di Sogliano DOP. La struttura del prodotto, la sapidità e l’eventuale presenza di accompagnamenti dolci incidono sulla scelta.

I percorsi di degustazione previsti durante la manifestazione consentiranno di approfondire questi aspetti attraverso il confronto con i produttori e con le specialità enologiche del territorio.

I prodotti del territorio: dal savòr alle teglie di Montetiffi

La manifestazione rappresenta anche un’occasione per conoscere altre produzioni che appartengono alla cultura gastronomica della Romagna collinare.

Tra quelle annunciate per la Fiera del Formaggio di Fossa di Sogliano 2026 figurano il savòr e la saba, preparazioni tradizionali legate alla lavorazione della frutta e del mosto d’uva.

La saba è uno sciroppo ottenuto attraverso una lunga cottura del mosto, fino a raggiungere una consistenza densa e un gusto dolce concentrato. Viene utilizzata per accompagnare diversi alimenti e come ingrediente di ricette della tradizione.

Il savòr è invece una preparazione a base di frutta, tradizionalmente arricchita con mosto cotto. Le ricette possono variare secondo le consuetudini familiari e locali, con differenze negli ingredienti e nelle proporzioni.

Accanto a queste specialità troveranno spazio miele, salumi e altri prodotti agroalimentari, oltre a vini e formaggi provenienti da differenti regioni italiane.

Una presenza significativa sarà quella delle teglie in argilla di Montetiffi, utilizzate per la cottura della piadina romagnola.

La produzione di questi manufatti appartiene alla tradizione artigianale della zona. La lavorazione dell’argilla e la realizzazione delle teglie richiedono competenze specifiche, tramandate nel tempo insieme alle abitudini alimentari locali.

La loro presenza in fiera permette di affiancare ai prodotti destinati al consumo anche gli strumenti tradizionali della cucina, mostrando un rapporto concreto tra artigianato e gastronomia.

Un appuntamento che coinvolge il centro storico di Sogliano

La distribuzione degli appuntamenti nelle strade e nelle piazze del paese costituisce una caratteristica della manifestazione.

Sogliano al Rubicone si trova nell’entroterra della provincia di Forlì-Cesena, in un territorio collinare segnato dalla presenza di piccoli centri storici, attività agricole e produzioni alimentari tradizionali.

Le fosse di stagionatura sono parte integrante di questo patrimonio. Alcune si trovano all’interno di edifici storici e ambienti che testimoniano l’utilizzo delle cavità per la conservazione dei prodotti.

Le visite consentono di comprendere aspetti della lavorazione che difficilmente emergono dal semplice acquisto del formaggio. La preparazione degli ambienti, il rivestimento delle pareti e la sistemazione dei sacchi richiedono infatti conoscenze pratiche che continuano a caratterizzare il mestiere dell’infossatore.

Il percorso della fiera comprende anche occasioni di approfondimento storico e culturale, con iniziative rivolte a pubblici differenti. Mostre, musei, laboratori e attività ricreative contribuiranno ad ampliare il programma delle tre domeniche.

Per le attività che prevedono l’accesso alle fosse, la disponibilità dei posti e le modalità di partecipazione dipenderanno dalle indicazioni organizzative, anche in relazione alle caratteristiche degli ambienti visitabili.

La Fiera del Formaggio di Fossa di Sogliano 2026 si terrà quindi il 22 e 29 novembre e il 6 dicembre, con appuntamenti distribuiti nel centro storico. Il riferimento per informazioni aggiornate è l’Ufficio turistico di Sogliano al Rubicone, contattabile al numero 0541 817340 oppure all’indirizzo ufficioturistico@comune.sogliano.fc.it.

La conferma degli orari dei singoli eventi, degli eventuali costi e delle modalità di prenotazione sarà particolarmente utile per chi intende partecipare alle degustazioni guidate e alle visite degli ambienti di stagionatura, dove l’accesso può essere regolato in funzione degli spazi disponibili.

Umberto De Filippi