{"id":4389,"date":"2026-11-04T11:07:12","date_gmt":"2026-11-04T10:07:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.smilecityitalia.net\/home\/?p=4389"},"modified":"2026-11-04T10:01:35","modified_gmt":"2026-11-04T09:01:35","slug":"mostra-magnus-bologna-2026-palazzo-fava","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.smilecityitalia.net\/home\/mostra-magnus-bologna-2026-palazzo-fava\/","title":{"rendered":"Mostra di Magnus a Bologna 2026: a Palazzo Fava tornano Alan Ford, Lo Sconosciuto e le 224 tavole del Texone"},"content":{"rendered":"<p>Dal 7 novembre 2026 al 10 gennaio 2027, Palazzo Fava a Bologna ospita <strong>Magnus. Eroi e no<\/strong>, una mostra dedicata a Roberto Raviola, tra gli autori che hanno maggiormente contribuito a trasformare il linguaggio del fumetto italiano. L&#8217;esposizione arriva a trent&#8217;anni dalla sua scomparsa e ripercorre una carriera attraversata da personaggi molto diversi tra loro: dagli improbabili agenti segreti di Alan Ford alle storie criminali di Lo Sconosciuto, fino al western di Tex, al quale il disegnatore dedic\u00f2 gli ultimi anni della propria vita.<\/p>\n<p>La <strong>mostra di Magnus a Bologna 2026<\/strong> \u00e8 curata da Luca Baldazzi, Michele Masini e Giovanni Nahmias, prodotta da Opera Laboratori e promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e da Opera Laboratori nell&#8217;ambito del progetto culturale Genus Bononiae.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo mette al centro la capacit\u00e0 di Magnus di cambiare registro narrativo senza perdere la propria identit\u00e0 grafica. Un tratto riconoscibile, costruito attraverso un uso accuratissimo del bianco e nero, che gli permise di passare dal fumetto popolare alla narrazione d&#8217;autore, dalla satira al racconto d&#8217;avventura.<\/p>\n<h2>Roberto Raviola, il disegnatore bolognese che cambi\u00f2 il fumetto popolare<\/h2>\n<p>Nato a Bologna nel 1939, Roberto Raviola adott\u00f2 lo pseudonimo Magnus e costru\u00ec una carriera che attravers\u00f2 alcuni dei periodi pi\u00f9 importanti dell&#8217;editoria a fumetti italiana del secondo Novecento.<\/p>\n<p>La sua affermazione professionale \u00e8 legata soprattutto alla collaborazione con lo sceneggiatore Luciano Secchi, conosciuto come Max Bunker. Negli anni Sessanta i due lavorarono a personaggi destinati a lasciare un segno nell&#8217;immaginario popolare, tra cui Kriminal e Satanik.<\/p>\n<p>Erano fumetti che si distinguevano dalle avventure tradizionali per la presenza di protagonisti moralmente ambigui, situazioni violente e atmosfere decisamente adulte. Il successo di quelle pubblicazioni contribu\u00ec ad allargare i confini del fumetto destinato al grande pubblico.<\/p>\n<p>Magnus svilupp\u00f2 in quegli anni un disegno basato su forti contrasti, ombre marcate e un&#8217;attenzione particolare alla caratterizzazione dei volti. Anche gli ambienti diventavano parte del racconto: strade, interni e oggetti contribuivano a costruire la tensione delle scene.<\/p>\n<p>Quell&#8217;esperienza fu determinante per la nascita di Alan Ford, pubblicato a partire dal 1969. Con questa serie Magnus e Max Bunker portarono nel fumetto italiano un tipo di comicit\u00e0 insolito, nel quale la parodia dello spionaggio si mescolava alla critica sociale.<\/p>\n<p>La mostra di Magnus a Bologna 2026 permette di ripercorrere questa evoluzione attraverso le principali produzioni dell&#8217;autore, mettendo in relazione le sue scelte grafiche con i differenti generi narrativi affrontati durante la carriera.<\/p>\n<h2>Alan Ford e il Gruppo TNT, quando lo spionaggio diventa satira<\/h2>\n<p>Alan Ford \u00e8 probabilmente il personaggio attraverso il quale Magnus ha raggiunto il pubblico pi\u00f9 vasto. La serie racconta le avventure del Gruppo TNT, un&#8217;organizzazione di agenti segreti decisamente lontana dai modelli eleganti e infallibili resi popolari dal cinema.<\/p>\n<p>I protagonisti operano tra uffici malandati, missioni improbabili e continui problemi economici. Accanto ad Alan Ford compaiono personaggi come Bob Rock, il Numero Uno, Sir Oliver e la Cariatide, ciascuno caratterizzato da difetti, debolezze e comportamenti spesso contraddittori.<\/p>\n<p>Il disegno di Magnus fu essenziale per dare identit\u00e0 a questo universo. Le espressioni caricaturali, i corpi deformati e la precisione delle ambientazioni rendevano immediatamente riconoscibili i personaggi.<\/p>\n<p>L&#8217;efficacia comica dipendeva anche dalla costruzione delle vignette. Un gesto, uno sguardo oppure un particolare apparentemente marginale potevano modificare il significato di una battuta. Il disegno partecipava direttamente alla narrazione, senza limitarsi a illustrare la sceneggiatura.<\/p>\n<p>La serie affrontava inoltre temi che andavano oltre la parodia dello spionaggio: avidit\u00e0, corruzione, opportunismo e disuguaglianze sociali erano componenti ricorrenti delle storie.<\/p>\n<p>Magnus lasci\u00f2 successivamente Alan Ford, proseguendo una ricerca artistica che lo avrebbe portato verso racconti pi\u00f9 complessi e atmosfere differenti. La serie continu\u00f2 con altri disegnatori, mantenendo per\u00f2 una forte associazione con l&#8217;immaginario visivo costruito dal suo primo interprete grafico.<\/p>\n<h2>Lo Sconosciuto e I Briganti: il passaggio verso una narrazione pi\u00f9 adulta<\/h2>\n<p>Una delle sezioni della mostra \u00e8 dedicata a <strong>Lo Sconosciuto<\/strong>, protagonista di una serie avviata da Magnus nel 1975.<\/p>\n<p>Il personaggio, conosciuto anche come Unknow, \u00e8 un uomo dal passato oscuro, coinvolto in vicende di criminalit\u00e0, violenza e intrighi internazionali. Le sue storie abbandonano la comicit\u00e0 di Alan Ford e si muovono in territori vicini al noir, al racconto d&#8217;azione e alla narrativa politica.<\/p>\n<p>La differenza emerge anche nel disegno. Le tavole acquistano un&#8217;impostazione pi\u00f9 realistica, i volti diventano meno caricaturali e le ambientazioni richiedono un&#8217;attenzione crescente alla documentazione.<\/p>\n<p>Magnus lavora sulla tensione narrativa attraverso la disposizione delle vignette, gli sguardi dei personaggi e il rapporto tra zone illuminate e ombre. Le scene d&#8217;azione mantengono una grande precisione, ma acquistano importanza anche i silenzi e i momenti nei quali il racconto procede attraverso piccoli dettagli.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra produzione significativa \u00e8 I Briganti, opera ispirata alla tradizione narrativa cinese. Qui il disegnatore affronta una dimensione storica e avventurosa differente da quella dei fumetti che lo avevano reso celebre.<\/p>\n<p>Le architetture, gli abiti, le armi e gli elementi decorativi richiedono una costruzione visiva particolarmente elaborata. La ricerca grafica diventa parte integrante della ricostruzione dell&#8217;universo narrativo.<\/p>\n<p>La <strong>mostra di Magnus a Bologna 2026<\/strong> dedica spazio proprio a queste differenti esperienze, che documentano la progressiva autonomia dell&#8217;autore e il suo interesse per racconti sempre meno legati alle formule consolidate del fumetto seriale.<\/p>\n<h2>Le 224 tavole del Texone, l&#8217;ultimo grande lavoro di Magnus<\/h2>\n<p>Uno dei nuclei principali dell&#8217;esposizione riguarda il Texone, l&#8217;albo speciale di Tex realizzato da Magnus negli ultimi anni della sua vita.<\/p>\n<p>L&#8217;opera, intitolata <strong>La valle del terrore<\/strong>, fu pubblicata da Sergio Bonelli Editore nel giugno 1996, pochi mesi dopo la morte del disegnatore. La sceneggiatura \u00e8 firmata da Claudio Nizzi, mentre a Magnus si devono i disegni.<\/p>\n<p>La storia comprende <strong>224 tavole<\/strong>, alle quali l&#8217;autore lavor\u00f2 per circa sette anni. Si tratta di uno degli impegni pi\u00f9 lunghi e impegnativi della sua carriera.<\/p>\n<p>Magnus affront\u00f2 il personaggio di Tex con un metodo particolarmente rigoroso. La preparazione delle ambientazioni, la definizione dei paesaggi e la precisione dei dettagli richiedevano tempi di lavorazione molto superiori a quelli normalmente associati alla produzione seriale.<\/p>\n<p>Per dedicarsi al progetto si trasfer\u00ec nell&#8217;Appennino tra Emilia-Romagna e Toscana, a Castel del Rio. Qui prosegu\u00ec il lavoro fino a pochi giorni prima della morte, avvenuta nel febbraio 1996.<\/p>\n<p>La realizzazione del Texone rappresenta un episodio particolare nella storia del fumetto italiano. Tex era gi\u00e0 un personaggio fortemente riconoscibile, con una tradizione grafica consolidata. Magnus doveva rispettarne l&#8217;identit\u00e0 e, contemporaneamente, interpretarlo attraverso il proprio stile.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 un western caratterizzato da un disegno estremamente dettagliato. Paesaggi, edifici, abbigliamento e oggetti partecipano alla costruzione delle scene con una precisione che richiede un notevole investimento di lavoro.<\/p>\n<p>Anche i neri, elemento distintivo dell&#8217;opera di Magnus, assumono un ruolo determinante nel rappresentare la profondit\u00e0 degli ambienti e la tensione degli episodi narrativi.<\/p>\n<p>La presenza delle 224 tavole del Texone costituisce uno degli elementi di maggiore richiamo della mostra di Magnus a Bologna 2026. Il progetto espositivo dedica a questo lavoro il momento culminante del percorso, riconoscendone il valore nella carriera dell&#8217;autore.<\/p>\n<p>La vicenda del Texone permette inoltre di comprendere quanto fosse cambiato il suo metodo di lavoro rispetto agli esordi. Alla velocit\u00e0 richiesta dai fumetti popolari degli anni Sessanta si era progressivamente sostituita una ricerca della precisione grafica che divent\u00f2 particolarmente evidente nelle ultime opere.<\/p>\n<h2>Il rapporto con Bologna e gli altri protagonisti del fumetto italiano<\/h2>\n<p>Bologna occupa un posto importante nell&#8217;esposizione. Magnus nacque e si form\u00f2 artisticamente in citt\u00e0, mantenendo un rapporto con un ambiente culturale che, nel corso dei decenni, avrebbe espresso alcune personalit\u00e0 decisive per il fumetto italiano.<\/p>\n<p>Il percorso di Palazzo Fava prende in considerazione anche i rapporti con altri autori legati alla scena bolognese, tra cui Bonvi e Andrea Pazienza.<\/p>\n<p>Sono personalit\u00e0 appartenenti a esperienze differenti. Bonvi, creatore delle Sturmtruppen, svilupp\u00f2 un linguaggio satirico fondato sulla deformazione grottesca e sulla critica dei comportamenti umani. Andrea Pazienza divenne invece uno dei protagonisti del fumetto d&#8217;autore tra gli anni Settanta e Ottanta, attraverso una produzione caratterizzata da grande libert\u00e0 grafica ed espressiva.<\/p>\n<p>Accostare questi percorsi consente di osservare la variet\u00e0 delle esperienze artistiche maturate nell&#8217;ambiente bolognese, senza confondere linguaggi e generazioni.<\/p>\n<p>Tra gli argomenti affrontati dalla mostra trovano spazio anche le figure femminili presenti nelle storie di Magnus. Si tratta di un tema significativo, considerando quanto l&#8217;autore abbia lavorato sulla rappresentazione dei corpi, sull&#8217;espressivit\u00e0 dei personaggi e sulla costruzione delle atmosfere.<\/p>\n<p>Lungo la carriera, la presenza femminile assume caratteristiche differenti a seconda del genere narrativo, passando dalle rappresentazioni provocatorie dei fumetti neri a personaggi inseriti in racconti pi\u00f9 articolati.<\/p>\n<p>\u00c8 inoltre prevista l&#8217;esposizione del <strong>Lunario<\/strong>, il diario-agenda pubblicato nel 1995. La sua presenza aggiunge al percorso un documento legato alla fase conclusiva dell&#8217;attivit\u00e0 dell&#8217;autore.<\/p>\n<h2>Un linguaggio grafico che ha lasciato il segno<\/h2>\n<p>L&#8217;influenza di Magnus sul fumetto italiano riguarda soprattutto il modo in cui riusc\u00ec a combinare esigenze narrative e ricerca formale.<\/p>\n<p>Il suo lavoro dimostra quanto la grafica possa incidere sul ritmo di una storia. La dimensione delle vignette, il rapporto tra pieni e vuoti, la distribuzione dei neri e il livello di dettaglio delle ambientazioni diventano strumenti per guidare l&#8217;attenzione del lettore.<\/p>\n<p>Negli anni Sessanta il suo segno aveva contribuito a definire l&#8217;estetica del fumetto nero italiano. Con Alan Ford aveva dimostrato che lo stesso autore poteva utilizzare deformazioni e caricature per costruire una comicit\u00e0 riconoscibile e capace di affrontare argomenti sociali.<\/p>\n<p>Con Lo Sconosciuto e le opere successive aveva invece sviluppato una narrazione pi\u00f9 personale, nella quale il disegno acquisiva una crescente autonomia espressiva.<\/p>\n<p>Questa capacit\u00e0 di attraversare generi differenti rappresenta uno degli aspetti pi\u00f9 interessanti della sua eredit\u00e0 artistica.<\/p>\n<p>Magnus non segu\u00ec un&#8217;unica soluzione stilistica. Modific\u00f2 il proprio linguaggio in relazione alle storie, mantenendo per\u00f2 una precisione del tratto e una cura della composizione che rendono riconoscibili anche lavori molto distanti tra loro.<\/p>\n<p>La sua produzione contribu\u00ec inoltre a mettere in discussione una separazione troppo rigida tra fumetto popolare e fumetto d&#8217;autore. Serie destinate alla distribuzione nelle edicole potevano ospitare soluzioni grafiche elaborate, mentre opere pi\u00f9 personali potevano utilizzare personaggi e strutture tipiche della narrativa d&#8217;avventura.<\/p>\n<p>La mostra di Magnus a Bologna 2026 offre l&#8217;occasione per osservare questi passaggi all&#8217;interno di un unico percorso, mettendo in relazione le produzioni che hanno accompagnato oltre trent&#8217;anni di attivit\u00e0 artistica.<\/p>\n<h2>Palazzo Fava, date, orari e biglietti della mostra<\/h2>\n<p>La mostra <strong>Magnus. Eroi e no<\/strong> si svolge a Palazzo Fava, in via Manzoni 2, nel centro storico di Bologna.<\/p>\n<p>L&#8217;apertura al pubblico \u00e8 fissata per <strong>sabato 7 novembre 2026<\/strong>, mentre la chiusura \u00e8 prevista per <strong>domenica 10 gennaio 2027<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;esposizione \u00e8 visitabile dal marted\u00ec alla domenica, dalle 10 alle 19, con ultimo ingresso alle 18. Il luned\u00ec \u00e8 il giorno ordinario di chiusura. Eventuali aperture straordinarie durante le festivit\u00e0 natalizie vengono comunicate attraverso i canali ufficiali di Genus Bononiae.<\/p>\n<p>Il biglietto intero costa 14 euro, mentre quello ridotto \u00e8 disponibile a 10 euro. \u00c8 prevista una tariffa di 10 euro anche per i possessori della Bologna Welcome Card e della Card Cultura. L&#8217;ingresso \u00e8 gratuito per le persone con disabilit\u00e0, secondo le condizioni pubblicate dagli organizzatori.<\/p>\n<p>Per informazioni e prenotazioni sono disponibili i contatti di Genus Bononiae e di Palazzo Fava, compreso il numero telefonico 051 19936305.<\/p>\n<p>La <strong>mostra di Magnus a Bologna 2026<\/strong> si inserisce nell&#8217;attivit\u00e0 espositiva di Palazzo Fava, edificio storico che ospita iniziative dedicate all&#8217;arte e alla cultura. La sede permette di collocare l&#8217;opera del disegnatore all&#8217;interno di una proposta museale rivolta anche a un pubblico diverso da quello abituale delle pubblicazioni a fumetti.<\/p>\n<p>Il trentesimo anniversario della morte di Roberto Raviola coincide cos\u00ec con un&#8217;iniziativa che attraversa le principali fasi della sua carriera, fino all&#8217;ultimo lavoro per Tex. La presenza del Texone, delle sezioni dedicate ad Alan Ford, Lo Sconosciuto e I Briganti e del Lunario del 1995 permette di ricostruire il percorso di un autore che continu\u00f2 a sperimentare soluzioni narrative e grafiche fino agli ultimi mesi di vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 7 novembre 2026 al 10 gennaio 2027, Palazzo Fava a Bologna ospita Magnus. Eroi e no, una mostra dedicata a Roberto Raviola, tra gli autori che hanno maggiormente contribuito a trasformare il linguaggio del fumetto italiano. 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