{"id":2223,"date":"2021-01-11T16:59:57","date_gmt":"2021-01-11T15:59:57","guid":{"rendered":"http:\/\/smilecityitalia.net\/home\/?p=2223"},"modified":"2021-01-19T13:17:21","modified_gmt":"2021-01-19T12:17:21","slug":"stilisti-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.smilecityitalia.net\/home\/stilisti-italiani\/","title":{"rendered":"Stilisti Italiani: le Maison pi\u00f9 celebri nel mondo"},"content":{"rendered":"\n<p>Il <strong>fashion italiano<\/strong> \u00e8 un\u2019eccellenza mondiale, frutto dello stile e della manifattura che da sempre caratterizzano il settore della moda nel nostro Paese. Numerose case di moda hanno conquistato valore internazionale, attirando l\u2019attenzione di divi ammirati dal design italiano. Ma quali sono le maison del Belpaese pi\u00f9 celebri?<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Versace<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Versace<\/strong> \u00e8 un gruppo fondato a Milano nella seconda met\u00e0 degli anni \u201970 da Gianni Versace, assassinato nel 1997. Ai tempi di quella tragedia, era opinione comune che il marchio sarebbe morto a sua volta. Le difficolt\u00e0 non sono mancate, in effetti, ma dopo qualche anno di crisi Versace ha saputo risollevarsi, complice la volont\u00e0 dei fratelli di Gianni, con la famiglia che ha continuato a mantenere la gestione. Una svolta molto significativa \u00e8 stata quella resa possibile da <strong>Giancarlo Di Risio<\/strong>, che dopo essere diventato amministratore delegato ha rimesso i conti a posto grazie a un taglio netto dei costi. Nel 2014 gli americani di Blackstone Group hanno comprato il 20% di GiVi Holding per una somma pari a 150 milioni di euro, mentre nel 2018 il marchio \u00e8 stato venduto allo stilista statunitense Michael Kors.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Valentino<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Risale al 1957, invece, la fondazione del marchio Valentino, che deve il proprio nome al suo creatore <strong>Valentino Garavani<\/strong>, considerato da molti l\u2019ultimo imperatore della moda. La casa di moda fu aperta a Roma in via Condotti, e fra i soci di Valentino c\u2019era anche suo pap\u00e0. Ben presto, per\u00f2, i soci cambiarono idea, spaventati non solo dai costi di gestione molto elevati, ma anche dalla passione di Valentino per il lusso. Il rischio di bancarotta era dietro l\u2019angolo, ma non si concretizz\u00f2 perch\u00e9 in societ\u00e0 entro uno studente di architettura di nome <strong>Giancarlo Giammetti<\/strong>, che di l\u00ec in avanti si sarebbe dedicato alla gestione finanziaria della compagnia. Valentino nel 2007 si \u00e8 ritirato, e il suo posto alla direzione creativa \u00e8 stato preso da Pier Paolo Piccioli e da Maria Grazie Chiuri.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Prada<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Se c\u2019\u00e8 un film intitolato \u201cIl diavolo veste Prada\u201d, un motivo ci sar\u00e0. Il marchio ha pi\u00f9 di un secolo di storia, essendo stato fondato nel 1913, e ha contribuito a diffondere nel nostro Paese uno stile denominato ugly-chic, vale a dire il brutto che viene ritenuto bello. Il fondatore <strong>Mario Prada<\/strong> ha creato il brand come negozio di pelletteria a Milano, nella Galleria Vittorio Emanuele, ma nel giro di breve tempo l\u2019azienda \u00e8 diventata il punto di riferimento per i nobili europei alla ricerca di accessori da viaggio. Oltre agli <strong>occhiali<\/strong>, al pellame e alle calzature, a partire dagli anni Novanta sono state le borse a diventare il fiore all\u2019occhiello del brand.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Philosophy by Lorenzo Serafini<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Nel 1974 Alberta Ferretti ha dato vita alla sua prima collezione; sei anni pi\u00f9 tardi, insieme con il fratello Massimo ha creato <strong>Aeffe<\/strong>. Da quel momento la crescita \u00e8 stata inarrestabile: nel 1981 \u00e8 stato inaugurato lo showroom di Milano e nel 1983 le creazioni del marchio hanno esordito sulle passerelle meneghine. L\u2019anno successivo \u00e8 stata creata Philosophy by Alberta Ferretti, che poi nel 2014 ha preso il nome di <strong>Philosophy by Lorenzo Serafini<\/strong>. Nel 2017, la linea di maglioni in cashmere \u2013 con un colore differente per ciascun giorno della settimana \u2013 stata una delle collezioni maggiormente copiate.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Moschino<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Franco Moschino<\/strong> ha mostrato al pubblico della Settimana della Moda di Milano la sua prima linea nel 1983. Da quel momento, il marchio ha spiccato il volo, raggiungendo un notevole successo frutto, tra l\u2019altro, di uno stile provocatorio e vivace, attraverso il quale gli abiti della tradizione sartoriale, tra cui le giacche e i tailleur, sono stati reinterpretati secondo uno stile pop. E se nei primi tempi le collezioni erano solo femminili, nel 1985 \u00e8 stata la volta di una linea per uomo. <strong>Moschino<\/strong> \u00e8 morto nel 1994, e il suo posto \u00e8 andato al suo braccio destro, Rossella Jardini. Alla fine del millennio, poi, Aeffe ha rilevato il brand e ha deciso di aprire boutique in tutti i principali mercati del mondo. Anche Rossella Jardini ha lasciato spazio ad altri: Jeremy Scott l\u2019ha sostituita.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Max Mara<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Max Mara<\/strong> \u00e8 uno dei pochi brand del settore fashion che sono in grado di intrecciare una costante ascesa commerciale con gli apprezzamenti della cristica. L\u2019azienda \u00e8 stata fondata a Reggio Emilia da <strong>Achille Maramotti<\/strong> nei primi anni \u201950, e ancora adesso \u00e8 nelle mani dei suoi discendenti: insomma, un marchio a conduzione familiare, con quasi 5mila dipendenti in tutto il mondo, molti dei quali lavorano proprio in territorio emiliano.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Gucci<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Nella rassegna dei marchi di moda italiani pi\u00f9 prestigiosi a livello internazionale, non pu\u00f2 mancare una doverosa citazione per <strong>Gucci<\/strong>, brand che proprio quest\u2019anno festeggia il secolo di vita. Era il 1921, infatti, quando a Firenze <strong>Guccio Gucci<\/strong> diede vita a una realt\u00e0 che sarebbe stata in grado di fatturare ogni anno miliardi di euro. Una svolta importante \u00e8 avvenuta con la nomina di Alessandro Michele come direttore creativo, nel 2015: da quel momento, l\u2019immagine del brand ha acquisito ancora pi\u00f9 prestigio, mentre Michele ha scelto di accantonare il minimalismo e la pulizia delle linee per puntare su uno stile del tutto opposto.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Fendi<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Fendi<\/strong> \u00e8 un celebre marchio nato a Roma. Nel 1918 venne aperto da Adele Casagrande un laboratorio di pellicceria in via del Plebiscito nella Capitale; la ragazza aveva appena 20 anni, e di l\u00ec a poco si sarebbe sposata con <strong>Edoardo Fendi<\/strong>. Nel 1925, quindi, nasce ufficialmente Fendi, che negli anni \u201930 riscuote un notevole successo sempre grazie alla vendita di pellicce. Nel 1987 Silvia Venturini Fendi \u00e8 diventata una delle figure di maggior prestigio del marchio; pi\u00f9 tardi \u00e8 toccato a Karl Lagerfeld.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dolce &amp; Gabbana<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Infine, chiudiamo la panoramica con <strong>Dolce &amp; Gabbana<\/strong>, brand che ha vestito dive del calibro di Monica Bellucci, Beyonc\u00e9 e Madonna. L\u2019azienda \u00e8 nata a Legnano nel 1985, e oltre ai capi di abbigliamento \u00e8 famosa anche per i profumi. Un altro esempio di <strong>Made in Italy<\/strong>; anzi, di Made in Southern Italy, precisamente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il fashion italiano \u00e8 un\u2019eccellenza mondiale, frutto dello stile e della manifattura che da sempre caratterizzano il settore della moda nel nostro Paese. Numerose case di moda hanno conquistato valore internazionale, attirando l\u2019attenzione di divi ammirati dal design italiano. 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