{"id":2207,"date":"2021-01-10T15:36:18","date_gmt":"2021-01-10T14:36:18","guid":{"rendered":"http:\/\/smilecityitalia.net\/home\/?p=2207"},"modified":"2021-01-19T13:17:11","modified_gmt":"2021-01-19T12:17:11","slug":"macchine-da-scrivere-olivetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.smilecityitalia.net\/home\/macchine-da-scrivere-olivetti\/","title":{"rendered":"Macchine da scrivere Olivetti: storia e design"},"content":{"rendered":"\n<p>Fondata il 29 ottobre del 1908, <strong>Olivetti<\/strong> \u00e8 una delle aziende storiche del XX secolo in Italia. Quello che \u00e8 diventato noto in tutto il mondo come stile Olivetti \u00e8 frutto di un vero e proprio approccio culturale che caratterizza tutte le fasi di produzione a livello aziendale, in un contesto in cui al design viene attribuito un ruolo di primo piano. \u00c8 sorprendente pensare che mentre nel nostro Paese ancora mancavano le scuole per il <strong>design industriale<\/strong>, i designer lavoravano per Olivetti. D\u2019altro canto, il pap\u00e0 del marchio, Camillo Olivetti, \u00e8 sempre stato ben consapevole del valore della resa estetica dei prodotti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019approccio di Olivetti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In Olivetti i progettisti hanno sempre lavorato gomito a gomito con il designer, in modo che tutte le forme potessero acquisire un senso sul piano comunicativo, a livello ergonomico e dal punto di vista funzionale. come sottolineava <strong>Adriano Olivetti<\/strong>, non serve fare le cose bene se poi non si \u00e8 in grado di farlo sapere alle persone. Non \u00e8 un caso che sia stato lui, a partire dagli anni \u201930, ad attribuire un valore ancora pi\u00f9 importante alla comunicazione e al design nell\u2019ambito del modus operandi dell\u2019azienda. Sua \u00e8 la decisione di chiamare non solo grafici e architetti, ma anche <strong>artisti e scrittori<\/strong> che siano in grado di fornire suggestioni nuove e idee inedite. Nascono, cos\u00ec, team di lavoro interdisciplinari.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le icone del design<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>I risultati non tardano ad arrivare, come dimostra la creazione di prodotti che si dimostrano nel tempo dei <strong>simboli del design<\/strong>, delle icone capaci di rappresentare e di comunicare i sintomi del cambiamento. Un cambio di passo rispetto alle prime macchine standard: la M1 era del 1911, mentre 9 anni pi\u00f9 tardi era arrivata la M20 e nel 1930 era toccato alla M40. Si trattava, per\u00f2, di strumenti ingombranti e pesanti, adatti solo a <strong>un utilizzo professionale<\/strong> in contesti lavorativi. C\u2019era bisogno di un cambiamento: anzi, di una rivoluzione vera e propria, che non tard\u00f2 ad arrivare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La macchina da scrivere MP1<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>La MP1 pu\u00f2 essere considerata la pioniera, e non solo perch\u00e9 si trattava della prima macchina per scrivere portatile che sia mai stata realizzata nel nostro Paese a livello industriale. Il <strong>cambiamento<\/strong> che apportava riguardava molteplici aspetti, a cominciare \u2013 appunto \u2013 dal design: la sua linea pi\u00f9 leggera e appiattita prendeva il posto delle forme monumentali a cui si era stati abituati fino a quel momento. L\u2019intuizione fu di Adriano Olivetti con la collaborazione di <strong>Gino Martinoli<\/strong>, anche se fu Riccardo Levi a occuparsi in effetti dello sviluppo del progetto, mentre il designer era opera di Aldo Magnelli. Un design studiato per essere piacevole e al tempo stesso leggero, in modo che la macchina per scrivere non fosse solo uno strumento di lavoro, ma anche un oggetto da sfoggiare in casa al pari di tutti gli altri oggetti di arredamento.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Che cosa \u00e8 cambiato con la MP1<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>La M1 e la M20 avevano un colore solo, il nero. Diverso fu l\u2019approccio scelto per la MP1, disponibile in ben <strong>otto tonalit\u00e0 cromatiche differenti<\/strong>: il nero, appunto, ma anche il grigio, il verde, il marrone, l\u2019azzurro, il blu e il rosso. Questa macchina da scrivere era alta poco meno di 12 centimetri, vale a dire circa la met\u00e0 rispetto alla M1. Il confronto con la capostipite, poi, metteva in evidenza un peso di poco pi\u00f9 di 5 chili a fronte dei 17 del modello precedente. Immessa sul mercato nel 1932, era una macchina per scrivere destinata evidentemente agli utenti privati oltre che agli uffici. E se prima la meccanica veniva messa in mostra, con la MP1 era <strong>coperta dalla carrozzeria<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dopo la MP1<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Ma con la MP1 le <strong>innovazioni<\/strong> di Olivetti non si arrestarono di certo. Nel 1935, per esempio, fu la volta della Studio 42, che segn\u00f2 l\u2019inaugurazione di un modo di lavorare che da quel momento sarebbe stato il tratto distintivo dell\u2019azienda, con una collaborazione molto stretta tra i designer e i progettisti sin dall\u2019inizio. Tre anni pi\u00f9 tardi cominci\u00f2 a collaborare con Olivetti <strong>Marcello Nizzoli<\/strong>, eclettico architetto che da allora avrebbe rivestito una funzione fondamentale per il successo del brand, dando vita a prodotti capaci di coniugare una forte sincerit\u00e0 espressiva con i pi\u00f9 elevati standard di funzionalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La macchina per scrivere Lexikon 80<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Un esempio indicativo da questo punto di vista \u00e8 rappresentato dalla <strong>Lexikon 80<\/strong>, macchina per scrivere lanciata nel 1948 che Nizzoli aveva disegnato su progetto di Giuseppe Beccio. Le linee morbide dei due pezzi della copertura e del coperchio erano frutto di un inedito processo di pressofusione per mezzo del quale era possibile studiare la carrozzeria come se si avesse a che fare con un <strong>involucro solo da modellare<\/strong>. Una soluzione che per quei tempi era rivoluzionaria, simbolo di una costante attenzione alla resa estetica concretizzata dalla tecnologia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fondata il 29 ottobre del 1908, Olivetti \u00e8 una delle aziende storiche del XX secolo in Italia. 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