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G8 - Una strada alternativa

G8 - Una strada alternativa


E' sempre molto facile criticare gli altri, soprattutto quando la critica diventa sollevazione popolare e occasione per sfogare chissà quali repressi istinti violenti........

Mi riferisco evidentemente agli avvenimenti legati alla riunione di Genova, consapevole di aggiungere non più di un granello di sabbia ad una spiaggia. Tuttavia credo che occorra riflettere serenamente e a mente fredda su quanto avvenuto. Ho voluto inserire questo mio piccolo contributo nella sezione "cultura" e non in attualità in quanto credo che una chiave di lettura di quanto avvenuto potrebbe proprio essere la cultura intesa come quel patrimonio (non acquistabile con il denaro) personale, di cui sono privi la più parte di coloro che hanno messo a ferro e fuoco Genova in nome della tutela delle popolazioni più povere del nostro pianeta. Ora qualcuno dovrebbe aver la cortesia di spiegarmi come incendiando una cinquantina di autovetture, distruggendo negozi ed altre istallazioni pubbliche si possa portare beneficio a coloro che non hanno di che vivere. Non credo esista questa correlazione. I teppisti di Genova, volutamente non li chiamo anti G8 o manifestanti, hanno colto un occasione di piazza per riunirsi, come fanno negli stabili non utilizzati che qualcuno ha denominato "centri sociali" e ingaggiare scontri con la polizia ed altri atti di vandalismo gratuito (per loro, ma non sicuramente per i proprietari dei beni distrutti). Se provo questa forte avversione a questi metodi violenti, sono altrettanto a disagio nel darmi conto delle motivazioni che sono alla base di quanto avvenuto. Posto che trovo assurdo, dal punto di vista puramente logico, essere contrario al fatto che alcune persone decidano di riunirsi, in quanto questo è un diritto democratico che dovrebbe essere patrimonio di tutti, mi piacerebbe ascoltare qualche commento alle risoluzioni che in quei giorni si sono decise. Purtroppo, cogliendo in pieno l'intento dei teppisti, la stampa ha dato più rilievo ai disordini che ai risultati. Da ciò consegue che l'intento di costoro è ben lontano dai concetti di solidarietà, di pace e di fratellanza di cui essi pretendono di essere i portavoce.
E' evidente che questi problemi esistono e diventano via via sempre più pressanti , tuttavia credo che oggi possiamo avere gli strumenti necessari per cercare di ridurre il divario tra popoli ricchi e i popoli poveri. Non voglio, qui, enunciare un protocollo di provvedimenti in quanto non ne ho la capacità, ma più semplicemente suggerire un approccio che può essere squisitamente individuale. E' importante che recuperiamo la nostra coscienza civile di persone che vivono in un ambiente sociale ora sempre più allargato. In questo ambiente i valori devono essere, pena l'imbarbarimento, quelli del rispetto reciproco e della giustizia intesa come "dare a ciascuno il suo". Basterebbe approfondire questi due semplici concetti, semplici solo all'apparenza, per capire che organizzare una moltitudine di persone con bastoni e mazze da baseball, occupare edifici altrui, non consentire ad altri di riunirsi o distruggere una catena di fast food solo perchè simbolo di un qualcosa che a me non piace non rientra tra le caratteristiche di un essere umano evoluto.
Se veramente vogliamo essere i protagonisti positivi della globalizzazione studiamo la storia economica degli ultimi trecento anni, raccogliamone gli insegnamenti e cerchiamo di diventare noi stessi parte del G8 con contributi che non siano quelli del teppismo e della distruzione. Chi ha 20 o 25 anni ed era a Genova ad urlare slogan imparati da qualche trascinatore di folle improvvisato, getti il megafono, o peggio ancora, la mazza da baseball e si sieda alla scrivania a tradurre Cicerone, a studiare Adam Smith, Marx, Keynes, il Vangelo, poi prenda un aereo e vada fisicamente nei paesi in via di sviluppo a scoprire che cos'è una cultura diversa dalla nostra, poi torni a casa e incominci a scrivere e a pubblicare le sue idee (oggi con gli strumenti che abbiamo non è difficile). Questa è la via per risolvere i problemi. Mazze e scudi lasciamoli ai teppisti.


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