Il debutto di Manlio, filosofo che canta
Prima o poi doveva accadere. Era nell’aria da tanto tempo ma solo adesso se ne ha la certezza assoluta: Manlio Sgalambro, filosofo di Lentini, classe 1921, debutta in qualità di cantante con la supervisione artistica del suo “compagno di avventure” Franco Battiato. Titolo del disco: Fun Club, il club del divertimento. Alle prese con la sua nuova bizzarra impresa il filosofo non si scompone: “Tutto è cominciato con Battiato, che mi ha quasi costretto a cantare La Mer di Charles Trenet per inserirla in coda al balletto Campi Magnetici dell’anno scorso. Piano piano mi sono trovato al centro dell’attenzione senza accorgermene. Molto lo dobbiamo anche alla nostra epoca e all’ esplosione dei ruoli. Una volta si nasceva guerrieri, impiegati, filosofi e non ci si spostava granchè, adesso il solo Emanuele Severino rimane immobile a se stesso”.
Dai tempi in cui Sgalambro rispose scandalizzato ad una popolare rivista che gli chiedeva gentilmente un’intervista (“Sono un teologo, non un filosofo” rispose) ne è passata di acqua sotto i ponti. Il disco di cover che sarà pronto per la metà di Ottobre conterrà tutti ballabili degli anni trenta, quaranta e non solo. Alcuni titoli che sono trapelati parlano di rifacimenti di Besame Mucho, La vie en rose, What’s new Pussycat di Burt Bacharach senza dimenticare Moon River di Henry Mancini e perle italiane come Non dimenticar le mie parole e Silenzioso Slow di Giovanni D’Anzi.
L’intento è di restituire, come lo stesso Sgalambro ha riconosciuto in qualche intervista, alla canzone la sua funzione di lenitivo, di semplice divertimento, svagarsi per un breve momento e condividere questa leggerezza con il pubblico. “In ciò Battiato in tutti questi anni è stato un maestro: un conto è la serietà dell’intento del vivere, un altro la seriosità, in definitiva la noia”.
L’entourage della Sony, scritturando il professore, sta pure pensando di organizzare su misura per l’ironico e roco chansonnier una serie di eventi che riescano a coinvolgere il pubblico in prima persona, a cominciare dall’abito da sera. L’idea è quella dei thè danzanti, appuntamenti pomeridiani con grande orchestra e coriste. E così, nell’ attesa della pubblicazione per Adelphi del suo prossimo libro dal titolo per niente lenitivo di De Mundo Pessimo, il “vecchio” professore ha deciso di compiere il grande salto accompagnato da famosi Jazzisti tipo uno stretto collaboratore di Woody Allen ed Elvis Costello. Direttore d’orchestra ovviamente Franco Battiato.
E cosa risponde il professore all’accusa di tradimento della disciplina, di uscita fuori dal seminato, di interventi canori che inducono più dileggio che altro? “So che i filosofi storceranno sicuramente il naso e forse anche qualcos’altro ma anche volendo non ho chi o cosa tradire. Si dice che gli stoici cacciarono Dionigi perché andava a puttane, ma allora c’era una setta. Se oggi ci fosse una setta non la tradirei.” In un mondo di disperazione che semplicemente gira sull’orlo di un precipizio, non ci resta che cantare senza sovraccarichi di significato. Questo sembrano dire due siciliani autentici che in questo inizio di millennio hanno deciso di unirsi in un sodalizio artistico allo stesso tempo naturale e incredibile. E’ proprio vero che la Sicilia esiste ed è vera nel momento felice dell’arte!
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