Jey Festival entra nel vivo Si è aperta ad Ancona il Jey Festival, la manifestazione nazionale di Legambiente per i bambini di tutte le età, giunta quest’anno alla sua ottava edizione, che andrà avanti tutti i giorni fino al 14 luglio. Dopo un prologo iniziale nella sede storica di Sirolo (nel cuore del Parco regionale del Cònero), Jey Festival si è spostata nel capoluogo marchigiano, incontrando così un pubblico più ampio, che dopo l’inaugurazione con il Sindaco Fabio Sturani, il Presidente di Legambiente Marche Luigino Quarchioni e il Responsabile nazionale di Legambiente Ragazzi Luciano Ventura, affolla il Parco della Cittadella per partecipare alle innumerevoli attività che sono contenute nel cartellone.
Senza dubbio Jey Festival è diventato uno dei contenitori più importanti per quanto riguarda il mondo dell’infanzia, ribaltando però le abituali prassi fruitive di avvenimenti di questo tipo. Nella manifestazione sono realmente protagonisti i bambini, non considerati semplici soggetti su cui proiettare le ansie del consumo, coinvolgendo così in questa spirale anche le famiglie, bensì individui a cui lo staff mette a disposizione, spazi, laboratori e spettacoli totalmente gratuiti che servono a fornire un quadro completo sui bisogni, le necessità, e le richieste del mondo dell’infanzia.
Nella manifestazione si cerca di dare ai bambini in particolare il senso di una tradizione che è “altra” rispetto a quella dei normali canali massificanti di consumo culturale, facendo scoprire e apprezzare loro non solo valori sociali e di gioco di carattere locale, ma anche in forma più complessa identità culturali altre, che li possano realmente preparare ad aprirsi ad un mondo che si va dirigendo verso un flusso e una circolazione di uomini che li vedrà protagonisti nel futuro.
E’ per questo che si parte dall’educazione alimentare, con i laboratori del gusto per bambini, che vertono a far capire e apprezzare la particolarità di alimenti che spesso vengono soffocati dalla standardizzazione del gusto. Dal punto di vista alimentare i bambini di Jey Festival vanno anche alla scoperta della cucina africana, con quattro appuntamenti che prevedono l’incontro con la cucina etiope, eritrea e nordafricana.
Il passaggio alla scoperta di altre identità è supportato anche dalle scelte ludico-creative che lo staff di Jey Festival ha studiato per l’edizione di quest’anno. Infatti sotto forma di gioco si tengono laboratori teatrali che permettono ai bambini di scoprire la propria specificità fisica e psichica, la quale inevitabilmente li conduce alla scoperta e all’accettazione della diversità dei loro “colleghi” in scena. Sotto forma laboratoriale ci sono anche corsi per costruire burattini, body painting, laboratori di fiabe e ancora istruttori che insegnano ai bambini a scalare una roccia o a immergersi nella piscina istallata per l’occasione nel Parco della Cittadella.
Il tema dell’edizione 2002 di Jey Festival, insomma, si può riassumere come “il rispetto delle diverse identità culturali e sociali e la garanzia del diritto alla vita di ogni bambino”. La Festa cercherà di focalizzare l’interesse dell’intera edizione sull’identità sociale del bambino e del ragazzo, in un epoca attraversata dal localismo ma costretta a confrontarsi con un più ampio orizzonte planetario, quale sia la sua origine, religione, razza, e colore.
Non mancano i momenti propriamente spettacolari, sempre rigorosamente gratuiti, con appuntamenti teatrali, musicali e rassegne cinematografiche. Da tempo Jey Festival è diventato un momento importante di incontro per la scena teatrale per ragazzi, dove si sono susseguite ogni anno compagnie di ottimo livello in un serrato confronto con un pubblico ampio e eterogeneo di bambini. A questo si aggiunge la scelta di film con temi sull’ambiente che fanno parte della rassegna Clorofilla Film Festival e che cercano di promuovere un cinema per ragazzi di impronta educativa e tendente a sensibilizzare le coscienze su temi di carattere ambientale.
Insomma, la manifestazione, vuole essere un momento di scoperta e riflessione su quelle che possono essere le problematiche dei più piccoli, spesso al centro dell’attenzione solo quando diventano oggetto di abusi, ma a cui si presta poca attenzione quando pongono domande che riguardano la vita di tutti i giorni, con il bisogno di correre, ridere e crescere in armonia con il mondo che li circonda.
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