SALVALARTE, GARANZIA DI SUCCESSO Cigno Informa
n.3/2002
SALVALARTE, GARANZIA DI SUCCESSO
La campagna nazionale per il recupero dei beni artistici"minori"ha fatto tappa ad Urbino
L'appello che Legambiente lancia nelle Marche quest'anno, è rivolto all'Eremo ascolano di San Marco. Celebrati i successi di Urbino '99 ed Ancona 2000
di Michele Paoletti
direttore Cigno Informa
URBINO - Ogni volta che Salvalarte, la campagna nazionale itinerante di Legambiente rivolta alla salvaguardia dei beni artistici e culturali cosiddetti “minori”, approda nelle Marche, colleziona successi. E’ proprio per questo che, lo scorso 15 maggio, per presentare la denuncia 2002 rivolta ad un monumento ascolano, Salvalarte ha fatto tappa ad Urbino. La chiesa di Santo Spirito della città feltresca, infatti, rappresenta il successo più bello che la campagna ha ottenuto negli ultimi anni nella nostra regione. Ciò non deve far dimenticare nemmeno Salvalarte 2000, dedicata al vecchio Faro del Parco del Cardeto di Ancona, che Legambiente gestisce con crescente successo da due anni.
Forte dunque di questi due successi, Bruna Bernardini del circolo “Le Cesane”, il presidente regionale Luigino Quarchioni e la responsabile Salvalarte Federica Sacco, hanno fatto gli onori di casa a palazzo San Raffaello, lanciando l’allarme per l’Eremo cistercense di San Marco di Ascoli Piceno, il quale versa in condizioni pietose. Una costruzione citata per la prima volta in un lascito testamentale del 1253 e da sempre molto importante per la città, ma che attualmente sembra essere in cima ai pensieri soltanto dei vandali della zona. Gli affreschi duecenteschi sono ora ridotti a residui frammenti e le parti intatte sono andate trafugate. Stessa sorte è toccata alle sepolture, le quali sono state profanate e perfino la balaustra del vialetto d’ingresso è stata quasi del tutto abbattuta. San Marco è dunque mira frequentissima dell’indisturbata opera barbarica. “Insomma, un abbandono che proprio non va – ha affermato Federica Sacco in conferenza stampa - e che Salvalarte denuncia per evitare la completa rovina del prezioso monumento, patrimonio dell’ascolano e dell’intera regione”. Il circolo locale, d’altronde, già da tempo ha intrapreso una battaglia, per spronare le istituzioni ad intervenire per il recupero dell’Eremo, registrando finora solo un generale disinteresse.
C’è chi invece, grazie a Salvalarte, i monumenti cittadini li ha recuperati. E’ proprio il caso di Santo Spirito di Urbino il cui restauro partirà tra qualche giorno. Grazie alla mediazione del circolo locale, cha nel ’99 ha raccolto il testimone di Salvalrte, sono stai messi insieme 160 milioni di vecchie lire. Le elargizioni sono arrivate dalla parrocchia del Duomo, personalmente da monsignor Marsilio Galli, dalla Provincia di Pesaro-Urbino, dal Comune di Urbino, dalla Comunità montana del medio e alto Metauro e dallo stesso circolo “Le Cesane”.
In questo primo stralcio, saranno avviate le opere d’impermeabilizzazione e rinforzo del tetto, il restauro della facciata principale ed il prosciugamento delle pareti, letteralmente imbevute d’umidità. Va detto, comunque, che la somma attualmente disponibile, non è sufficiente per compiere la totalità dei lavori da effettuare. La spesa complessiva, a suo tempo calcolata, ammonta a 450 milioni di lire circa.
Altro monumento che benedice Salvalarte si trova nel capoluogo: il Vecchio Faro del parco cittadino del Cardeto. A differenza dell’esperienza urbinate del ’99, questa di Ancona è stato un successo a livello gestionale. La torretta del 1860 che ospitava il faro, infatti, era chiusa da circa 30 anni, da quando cioè venne pensionato per la costruzione di un faro di segnalazione marina più moderno. Con Salvalarte 2000, il circolo “Il Pungitopo” di Ancona si assunse la cimenta di riaprirlo al pubblico. Da allora, migliaia di visitatori hanno potuto ammirare lo spettacolo panoramico che si gode da sopra la costruzione, la quale rimane aperta tutti i week-end grazie all’esclusivo impegno dei volontari di Legambiente.
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