PROGETTO CERNOBYLUNA SFIDA: ALLARGARE L’INIZIATIVA AD ALTRI COMUNI PROGETTO CERNOBYL
UNA SFIDA: ALLARGARE L’INIZIATIVA AD ALTRI COMUNI
Per il sesto anno consecutivo il Circolo Legambiente di Ancona si prepara ad accogliere i bambini bielorussi provenienti dal-le zone contaminate dall’esplosione della centrale di Cer-nobyl. La preziosa collaborazione del Comune di Ancona, che ha sempre garantito il suo supporto finanziario e logistico ne-cessario alla buona riuscita del progetto, ha fatto pensare a Legambiente Marche di ampliare l’iniziativa ad altri Comuni della Regione Marche al fine di permettere a più bambini di godere dei benefici effetti che il nostro clima apporta alla loro salute. L’accoglienza, che verrebbe organizzata autonoma-mente dai vari Comuni o da associazioni di volontariato già presenti nel territorio, può essere effettuata durante uno dei mesi estivi (da giugno a settembre) e prevede l’ospitalità in famiglia o in strutture collettive.
L’importanza di questa iniziativa è confermata da uno studio dell’ENEA, secondo il quale i bambini, con un mese di perma-nenza in ambiente non contaminato, hanno la possibilità di ri-durre fino al 50% la quantità di radiazioni assorbite, aumen-tando le difese immunitarie e diminuendo l’insorgenza di pato-logie legate alla radioattività. Per questi bambini, di età compresa fra i 7 e i 12 anni, il soggiorno in Italia non rap-presenta solo una piacevole vacanza, ma ha un notevole valore anche dal punto di vista sanitario.
Molti Comuni, nel corso di questi anni, hanno aderito al pro-getto e l’iniziativa ha rappresentato anche un modo per le Am-ministrazioni coinvolte di avvicinarsi alla cittadinanza, di capire le motivazioni che spingono tante famiglie ad impegnar-si in questo tipo di ospitalità e di approfondire le tematiche legate alla solidarietà internazionale.
Il Progetto Cernobyl ha permesso in questi anni l’accoglienza di oltre 18000 bambini in tutta Italia e ha realizzato inoltre una raccolta di fondi per l’acquisto di medicinali che vengono periodicamente consegnati negli ospedali delle zone ad alta contaminazione.
Il rischio ambientale nelle regioni colpite dal disastro nu-cleare di Cernobyl non è diminuito e l’appello alla solidarie-tà è un’esigenza quantomai attuale. (Rita Paolisso)
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