Pesaro sale in bici con Il Ragusello Il 7 giugno 2002 è stato aperto a Pesaro il primo Ufficio Biciclette per la mobilità sostenibile delle Marche. Una comunione d’intenti tra il circolo volontario Legambiente “Il Ragusello” e l’Assessorato all’Ambiente del Comune di Pesaro, ha fatto nascere in questa città uno degli otto o nove uffici che s’interessano di mobilità ciclistica in Italia. Promuovere, incentivare e valorizzare la mobilità ciclistica sono i compiti principali di quest’ufficio, partecipando alla gestione collettiva della mobilità urbana con il contributo dei ciclisti, che spesso sono dimenticati o poco considerati come nell’ultima “moda” delle rotatorie dove sono costretti a scendere e diventare pedoni.
Perché un ufficio biciclette a Pesaro? Chiunque si rechi in città è colpito dal numero elevato delle biciclette circolanti, il quale si è mantenuto costante negli anni grazie all’isola pedonale, una delle prime in Italia. Purtroppo però, il gap culturale tutto italiano che ci fa stare in cima alle classifiche mondiali per numero di macchine procapite, anche qui ha recato i suoi danni e morti. Non sono state apportate modifiche alla città per favorire questo tipo di trasporto, ad esempio percorsi protetti, piste e corsie ciclabili. Questa cultura della macchina ha fatto altri danni come la protezione eccessiva dei bambini. Ora in città ci sono esperimenti di reintroduzione del bambino che va a scuola da solo, come in un parco si reintroduce un animale estinto. La città ha bisogno di ripopolamento del bambino indipendente, per contrastare le tante mamme e papà che accompagnano con la macchina il loro piccolo a scuola o per il trasporto di un’unica persona. E’ proprio questo il propulsore principale di “Centostrade per giocare”, manifestazione nazionale di Legambiente dalla quale è nata, a Pesaro, l’idea di spingere sul pedale della mobilità ciclistica. Questa non è nostalgia del passato, ma è la constatazione che l’uso della bicicletta non ha effetti collaterali, anzi ha benefici risultati sulla salute umana: contrasta direttamente l’insorgenza di malattie legate all’ipocinesia (cardiopatie, obesità e diabete ed è benefico per l’apparato muscoloscheletrico) ed indirettamente le malattie legate agli inquinanti da combustibile come broncopolmoniti e leucemie. E’ impensabile, perciò, “fare la guerra” all’automobile. Occorre fare una politica “per” la bicicletta, portatrice di cultura del rispetto di sé e degli altri che, visti anche i dati dell’inquinamento, è indice di progresso nel suo significato etimologico del progredire nel benessere collettivo. Ora la bicicletta non è più il mezzo dei poveri come durante il boom economico degli anni sessanta e settanta, ma mezzo “colto” di chi usa con coscienza e cognizione di causa i mezzi di trasporto, anche nell’intermodalità con autobus, treno o auto.
(Romeo Bertozzi-circolo Legambiente “Il Ragusello” Pesaro)
|
|