Regione e Governo, tutto pronto per il Cigno Informa
n.6/2002
REGIONE E GOVERNO, TUTTO PRONTO PER IL "GOLPE" SULLA CACCIA
di Paolo Pennelli
resp. caccia Legambiente Marche
E’ stato espresso dal palcoscenico interessato di “Parco Produce” il “no!” di Legambiente Marche alla proposta di modifica, avanzata della giunta D’Ambrosio, della Legge regionale 7/95, sulla protezione della fauna selvatica e sull’esercizio venatorio.
L’esecutivo marchigiano, infatti, propone l’allungamento della stagione venatoria da agosto alla fine di febbraio, l’ampliamento a tutto l’anno solare della caccia al cinghiale e il sostanziale annientamento degli Ambiti Territoriali di Caccia, i quali verranno posti sotto il controllo politico dei consigli provin-ciali.
Come se non bastasse, a corroborare questo segnale negativo, si aggiunge l’altro: quello del Governo nazionale che sta tentando di riaprire la caccia anche nelle aree parco. Orientamenti che non indispettiscono solo gli ambientalisti, ma cozzano con l’idea di sviluppo e di conservazione che si è consolidata con grande fatica in questi anni. Pensate solo all’impatto della riapertura ad agosto della caccia: immaginate che nei sentieri delle nostre montagne, al fianco dei turisti, scorrazzeranno liberamente gruppi di cacciatori con la mano calda sul grilletto. Tutto ciò, è un danno solo alla fauna? O indebolisce e ridicolizza quel luogo?
In questi anni, anche se faticosamente, nelle Marche era riuscita a decollare la gestione faunistica basata sul ruolo degli ATC (a cui partecipano cacciatori, agricoltori, ambienta-listi ed Enti Locali) ed in qualche caso, in va-rie zone della regione, anche con risultati lusinghieri nel senso della conservazione di alcune specie, di ripristino di habitat natura-li, di buona gestione delle zone protette, ma anche di un nuovo modo di intendere il rapporto agricolturafauna selvatica e di re-sponsabilizzazione dei cacciatori verso le necessità della conservazione.
A fronte di questo, era ormai evidente a tut-ti la necessità di modificare la Legge reg. 7/95, nel senso dell’aumento dei poteri di gestione e delle risorse economiche degli ATC. Per tutta risposta, la giunta regionale delle Marche prende invece la palla al balzo e tenta un colpo di mano (del quale per altro si aveva sentore da tempo) con il preciso scopo di annientare tutto questo, riportando la questione faunistica nei confini riduttivi dell’esercizio della caccia.
Proporre l’apertura della caccia anticipata ad agosto e posticiparla fino a fine febbraio, insieme alla messa sotto la tutela dei consigli provinciali, significa segnare la fine della ge-stione faunistica operata dagli ATC e delineare un futuro nel quale la fauna selvatica non sarà più un valore ambientale, ma una merce di scambio tra interessi egoistici locali ed il successo di alcune carriere politiche.
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