AMBIENTE: WWF SU CAVE IN SOTTERRANEO PARCO GOLA ROSSA
ANCONA - La Regione Marche ha previsto, con
il proprio Piano cave, la coltivazione in sotterraneo di calcari
in prossimità del Parco regionale Gola della Rossa. Le ragioni
questo approccio industriale "muovono da esigenze che poco
hanno a che fare con la sostenibilità ambientale del nostro
modello economico".
Lo afferma in una nota il Wwf, secondo cui, inoltre, "le
coltivazioni in sotterraneo non mancano di impatti ambientali e
rischi per la sicurezza degli addetti".
I primi "sono principalmente connessi con il sistema di
circolazione e di vulnerabilità delle acque profonde", quanto
ai secondi, essi sono rappresentati dalla "potenziale
instabilità dei fronti di escavazione, anche in considerazione
che tali coltivazioni si realizzerebbero in 10-20 anni di
attività, per le caratteristiche geomeccaniche dei calcari e
per gli eventi sismici che caratterizzano l' Appennino
centrale".
Tali cave, continua il Wwf, sono delle grandi cavità o
'cameroni' affiancati e paralleli tra loro, presenti in numero
di 3-5 per coltivazione totale. La legislazione sulla tutela
ambientale risulta "inadeguata per la salvaguardia degli
ambienti profondi". L' associazione ambientalista chiede
pertanto una verifica approfondita perchà anche la Regione
Marche si doti di normative per questi nuovi casi di impatto.
"Le acque profonde, le grotte carsiche, i calcari triassici
sono risorse non rinnovabili. Ogni decisione politica che può
causare impatti irreversibili su acqua e suolo, soprattutto in
prossimità di un' area protetta, deve essere preceduta -
conclude il Wwf - da attente valutazioni che tengano in
considerazione anche le generazioni future".
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