Benvenuto in smilecityitalia.net

LINK DIRETTO A:
Vecchio Faro

Vecchio Faro


·IL VECCHIO FARO
Sorge sul colle dei Cappuccini e la sua costruzione risale al 1860, mentre i due ambienti antistanti sono stati edificati successivamente.
Dal Vecchio Faro si può godere un suggestivo panorama: il centro storico, il porto, la Cattedrale di San Ciriaco (proprio lì sotto) e il famoso gomito (ankòn in greco) che da il nome ad Ancona. Con lo sguardo si possono seguire le alture che lo circondano e, nelle giornate particolarmente serene, arrivare fino a Pesaro. Le strutture hanno subito vari danni, sia per i due conflitti mondiali, sia a causa dei terremoti e degli sfaldamenti del terreno. Per questo, nel 1965, un nuovo faro è stato edificato a poche decine di metri dal precedente.
Dopo una chiusura di 35 anni, l’inserimento nel progetto Salvalarte e una nuova vita che inizia per la storica torretta, simbolo dimenticato della città dorica. Nel 2000, infatti, Legambiente Marche ha “adottato” la vetuste costruzione inserendola nell’ormai nota campagna nazionale che mira a far conoscere e valorizzare i beni culturali italiani, in particolare quelli meno noti. Il risultato è stato sorprendente, oltre ogni più rosea previsione di Legambiente stessa: migliaia di visitatori dal maggio ad ottobre 2000, con una rassegna di concerti (resa incantevole dalla cornice naturale) sul crepuscolo delle serate d’estate e numerose comitive scolastiche e turistiche, le quali hanno usufruito della visita guidata.

·APERTURA VECCHIO FARO
La torre panoramica del Vecchio Faro è aperta nei seguenti giorni ed orari:
SABATO 16:00–19:00.
DOMENICA mattino: 10:00 – 13:00; pomeriggio: 16:00 – 19:00.
L’ingresso, naturalmente, è gratuito. Va ricordato che la struttura rimane aperta grazie all’esclusiva cura dei volontari di Legambiente. Chiunque volesse aiutare le guide ed i custodi già operanti può rivolgersi alla sede di Legambiente Marche, in via Cialdini ad Ancona (tel.:071/200852).


·IL PARCO DEL CARDETO-CAPPUCCINI
Un’iter, quello della realizzazione del Parco, che è iniziato molti anni fa e che, grazie a Legambiente, vede ora più vicina la meta. Già nel lontano 1972 tutta l’area venne destinata dal Prg a verde attrezzato. Una tappa importante la si tracciò nel 1986, con la costituzione del Comitato del Parco del Cardeto, mentre con la variante dell’88 si individuò l’area come complesso ambientale e storico, delineando l’idea del Parco. Oggi la zona del Parco del Cardeto-Cappuccini è ancora in buona parte di proprietà militare, privata e di enti vari, ma negli ultimi anni il Comune ha accelerato la trafila burocratica degli espropri. Comunque, va detto che se le restrizioni dovuti ai limiti d’invalicabilità militare da un lato ha tenuto interdetta l’area ai visitatori, dall’altro ha anche scongiurato i pericoli di un’invasione urbana che avrebbe significato sicura contaminazione cementizia e progressiva perdita dei monumenti.
Nel corso della conferenza stampa d’inaugurazione della stagione estiva 2001 del Vecchio Faro, il presidente del Circolo Legambiente “Il Pungitopo” di Ancona, Vitaliano D’Addato, ha affermato che: >. E’ su questa falsariga che si batterà Legambiente Marche nei prossimi mesi, per far si che la zona diventi parco naturale ed architettonico a tutti gli effetti.

INTERESSI NATURALISTICI ED ALTRI MONUMENTI DEL PARCO

·LA NATURA
Innanzi tutto va rimarcato che il Parco rappresenta, a pochi passi dal centro storico, una preziosa riserva di verde. Nelle zone non interessare dalla falesia, a suo modo anch’essa suggestiva, la vegetazione è costituita in gran parte da macchia spontanea di ginestre, alaterni, biancospini, caprifogli, ornielli, cipressi. Sulle pareti degli edifici esposte a sud crescono piante di violaciocche, capperi e bocche di leone. Bellissimi: il Campo degli Ebrei quando fioriscono i narcisi, la via del Faro con gli alberi di Giuda fioriti e l’imponente fico della Polveriera. Incontaminato il bosco del Cardeto.
La fauna comprende, oltre ai numerosi mammiferi della zona collinare, uccelli come: il gabbiano, il falco pellegrino ed il cormorano. Scusate se è poco…


·LA POLVERIERA CASTEL FIDARDO
Costruita nella seconda metà dell’ottocento in una conca scavata nel colle del Cardeto, era uno degli edifici di servizio nella Caserma Villarey. Si tratta di una costruzione a pianta longitudinale, con dei corridoi laterali e una grande sala centrale a volta la quale fungeva da magazzino delle polveri. L’esterno è in mattoni a vista con pietra d’Istria ed oblò. Nell’idea futura della nostra associazione potrebbe essere utilizzata, dopo opportuno restauro, come uno spazio da adibire ad auditorium o centro esposizioni.


·IL CAMPO DEGLI EBREI
E’ il cimitero ebraico che ricorda l’importanza della comunità omonima ad Ancona. E’ compresa tra le caserme Stamura e Villarey e comprende 178 cippi funerari con iscrizioni ebraiche.


VecchioFaro