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Jennifer
Brickhouse:
«A
un certo punto cadeva di tutto. E il fumo usciva da tutte le parti. La
gente urlava, cadeva, e si gettava fuori dalle finestre».
Peter
Di Cerbo - impiegato di banca al 47esimo piano:
«Ho
sentito il palazzo scuotersi - racconta, - l'urto mi ha sbattuto per
terra. È stato come un grande ruggito, a quel punto il palazzo
ondeggiava. È stata questa la cosa che mi ha davvero spaventato».
Anonima:
«Lavoro
al World Trade Center sarei dovuta essere là, ma mio figlio mi ha fatto
far tardi questa mattina. Mi abbracciava e non voleva che andassi a
lavorare, mi ha salvato la vita!».
Donald Burns, in fuga dall'82esimo piano incrocia quattro persone
sulla rampa delle scale: «Ho cercato di aiutarli, ma non volevano
che nessuno li toccasse. Il fuoco aveva sciolto la loro pelle e i
vestiti. Erano letteralmente sbrindellati».
Dorinda
Davie - impiegata - attraversa il ponte trascinandosi sulle
ginocchia sanguinanti:
«La
gente saltava giù dalle finestre, li ho visti con i miei occhi. Altri
venivano colpiti dai detriti. Ora voglio solo tornarmene a casa».
Teresa Foxx – impiegata bancaria a un isolato dal World Trade
Center – ha appena lasciato sua figlia Trinity di 15 mesi al Discovery
Learning Center, la scuola al quinto piano di un edificio accanto
alle torri:
«Da
quando l’ho iscritta a quella scuola ho sempre pensato con orrore a
quella bomba del 1993». corre
verso l’asilo, scontrandosi contro la gente in fuga, la bambina è
stata messa in salvo a pochi isolati da lì: «L'ho solo presa in
braccio e stretta forte a me. Piangevo e con me piangevano gli altri
genitori, ma almeno siamo riusciti a riabbracciare i nostri figli.
Quando sono tornata a casa ho detto a mio marito: “ora capisco quelli
che si buttano negli edifici in fiamme”».
John Maloney - security di una web company: «Non so come
siano i cancelli dell’inferno ma sicuramente assomigliano a tutto
questo. Sono un veterano del Vietnam, ma non ho mai visto nulla di
simile».
Emmanuel
Urzi - dall’84esimo – testimone oculare del primo impatto:
«Ho
preso l’ultimo ascensore che è sceso dalla torre due prima del
secondo tragico impatto».
Monet
Harris - autista di mezzi pubblici - racconta con la tristezza negli
occhi: «Quelle due torri erano un punto di riferimento. Le guardavi
e sapevi dov’eri. Ora non ci sono più».
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