Maltempo:Marche regione a rischio idrogeologico Ancona, 29 agosto 2002 Comunicato stampa
MALTEMPO
ITALIA, IL PAESE DELL'EMERGENZA PERENNE
1,5 MLD EURO SPESI IN DUE ANNI
LA METÀ DEI COMUNI DICHIARATI A RISCHIO IDROGEOLOGICO
300 VITTIME NEGLI ULTIMI 10 ANNI
MA NIENTE È CAMBIATO
LA DENUNCIA LEGAMBIENTE: "PER IL TERRITORIO ITALIANO UNA GESTIONE EMERGENZIALE, INCONCLUDENTE E COSTOSISSIMA"
NELLE MARCHE IL 58% DEI COMUNI E' A RISCHIO
"Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata, scriveva qualche secolo fa Livio. Oggi potremmo dire che mentre a Johannesburg si discute, l'Italia e l'Europa cadono sotto i colpi di un clima impazzito". Così Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente, commenta, con un occhio al Vertice sudafricano dell'Onu, l'ennesimo stato di emergenza dovuto alle piogge.
La metà dei Comuni a rischio idrogeologico; un territorio martoriato, solo negli ultimi 10 anni, da quasi 13mila disastrosi eventi idrogeologici; somme fantasmagoriche spese per fronteggiare le emergenze. E ancora una volta, all'ennesimo temporale estivo, l'Italia è di nuovo in ginocchio. Le Marche, “annaffiate” negli ultimi due giorni in maniera non certo apocalittica, ma sufficiente per mandare in tilt strade e provocare smottamenti, non fanno eccezione. Poche gocce d’acqua costringono gli abitanti di Sarno a guardare preoccupati i versanti del monte, i Comuni del Bacino del Po a sperare che, a soli due anni, non arrivi l’ennesima alluvione. Un po’ di pioggia è sufficiente per rivedere sui telegiornali immagini di distruzione, di paura, di sofferenza, come quelle, tanto per restare dalle nostre parti, che dieci anni fa colpì l’area del Tronto. E' Legambiente che, in un dossier, denuncia dati alla mano la gestione inadeguata del territorio italiano e fa il punto sul poco che è stato fatto e su quanto invece c'è ancora da fare.
Il 45% dei comuni italiani è stato dichiarato a rischio idrogeologico, soggetto quindi ad eventi come alluvioni, esondazioni, frane. La nostra regione è addirittura ben al di sopra di questa media nazionale già di per se allarmante. Ma questo non è bastato, evidentemente, per correre ai ripari: nel corso del 2001 in Italia si sono verificati 341 eventi idrogeologici, nel 2000 ben 1237. Nell’ultimo decennio (1991/2001) il territorio nazionale è stato funestato da quasi 12.000 frane e oltre 1.000 piene. Le vittime, nell’ultimo trentennio, sono state oltre 3.500 (più di 9 morti al mese), oltre 100.000 i miliardi di danni. Soltanto nell’ultimo decennio si sono verificati 6 eventi disastrosi, con un bilancio di 284 vittime. Eppure soldi ne sono stati spesi, e non pochi: si tratta di 1,689 mld € solo nel 2000-2001. Tutti soldi usati per le ricostruzioni e per mettere in azione la macchina dei soccorsi. "In altre parole - spiega Luigino Quarchioni, presidente di Legambiente Marche - finanziamenti che non comportano un miglioramento della situazione per il medio e lungo periodo, ma semplicemente tamponano i danni per ricostruire ciò che, al temporale successivo, sarà un’altra volta distrutto. Se solo una parte di questi fosse stata impiegata in modo preventivo per la manutenzione ordinaria del territorio e per opere di difesa idraulica compatibili con l’ambiente (risagomatura degli argini, creazione di golene allagabili, casse di espansione), avremmo già ridotto i rischi e le tragedie, con un risparmio enorme anche in termini economici. La Regione Marche – continua Quarchioni -, pur essendo fortemente a rischio, come confermato dal nostro dossier, non solo ha investito poco in prevenzione in questi anni, ma ha anche tagliato svariati fondi nell’ultima finanziaria previsti per la difesa del territorio".
Nel biennio 2000/2001 lo Stato ha speso quasi 1 Miliardo e 700mila Euro (oltre 3.270 Miliardi di Lire) per interventi tesi ad affrontare ed a riparare i danni delle più grandi calamità idrogeologiche che si sono abbattute sul nostro territorio. Soldi che hanno prodotto pochi miglioramenti nella sicurezza del territorio e che si sono limitati a salvare il salvabile una volta che la carica distruttiva dell’evento si era ormai sprigionata.
EVENTI IDROGEOLOGICI IN ITALIA NELL’ULTIMO DECENNIO
Anno N° Frane N° Piene Totale Eventi Idrogeologici
2001 319 22 341
2000 1164 73 1237
1999 679 73 752
1998 1665 84 1749
1997 2452 103 2555
1996 2270 152 2422
1995 744 81 825
1994 658 84 742
1993 557 95 652
1992 774 127 901
1991 705 112 817
TOTALE 11987 1006 12993
Fonte: elaborazione Legambiente dati Progetto AVI – C.N.R. – Gruppo Nazionale per la Difesa dalle Catastrofi Idrogeologiche
PRINCIPALI EVENTI IDROGEOLOGICI DISTRUTTIVI NEGLI ULTIMI 10 ANNI
Evento Anno N° vittime
Piemonte 1994 69
Campania (Sarno) 1998 160
Versilia 1996 13
Campania (Cervinara) 1999 5
Calabria (Soverato) 2000 12
Nord Italia 2000 25
TOTALE 284
Fonte: Elaborazione Legambiente dati Ufficio Emergenze – Dipartimento della Protezione Civile
Nel nostro paese sono ben 3671 i Comuni a rischio idrogeologico (1173 con livello di attenzione "Molto elevato", e 2498 "Elevato"). I primati negativi di rischio assoluti sono detenuti dai comuni delle regioni Lombardia (687 comuni a rischio, di cui 279 con livello di attenzione "Molto elevato"), Piemonte (651 comuni a rischio, di cui 119 "Molto elevato"), Campania (291 comuni a rischio, di cui 144 "Molto elevato") e l’Abruzzo (208 comuni a rischio, di cui 75 "Molto elevato"). L’Umbria, la Basilicata, il Molise, la Liguria e la Valle d’Aosta hanno oltre il 70% dei comuni del proprio territorio a rischio idrogeologico (rispettivamente 89%, 87%, 86%, 72%, 72%), ma anche le Marche non sono un'isola propriamente felice con quasi il 58% dei comuni in pericolo.
COMUNI CON LIVELLO DI ATTENZIONE PER IL RISCHIO IDROGEOLOGICO "MOLTO ELEVATO" ED "ELEVATO"
Regione - Totale - % su tot. comuni
Piemonte 651 53,8 Lazio 123 32,7
Valle d’Aosta 53 71,6 Abruzzo 208 68,2
Lombardia 687 44,4 Molise 117 86,1
Trentino 92 27,1 Campania 291 52,8
Veneto 107 18,5 Puglia 64 24,8
Friuli 49 22,3 Basilicata 114 87,0
Liguria 169 71,9 Calabria 164 40,1
Emilia R. 200 58,6 Sicilia 155 39,7
Toscana 168 58,5 Sardegna 35 9,2
Umbria 82 89,2 TOTALE 3671 45,3
Marche 142 57,7
Fonte: Ministero dell’Ambiente - 2000
Michele Paoletti (338-8774573)
Ufficio stampa Legambiente Marche
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