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UN PIANO CHE NON SCEGLIE

UN PIANO CHE NON SCEGLIE


Ancona, 29 marzo 2002 Comunicato stampa


UN PIANO CHE NON SCEGLIE

PER LEGAMBIENTE NEL PIANO DEL PARCO DEI SIBILLINI MANCANO SCELTE CHIARE E DECISE PER LA RINATURALIZZAZIONE DELLE STRADE DEL FARGNO E MONTE SIBILLA


Finalmente, dopo anni d’attesa, anche il Parco Nazionale dei Monti Sibillini è in procinto di adottare il piano del parco, strumento indispensabile per la salvaguardia e la valorizzazione delle risorse paesistiche-ambientali e per lo sviluppo della stessa area protetta.
Da una prima lettura del Piano del Parco, risulta chiara la classificazione dei territori, dei paesaggi, delle relazioni storico – culturali e degli usi che caratterizzano il Parco nazionale dei Monti Sibillini.
Però è doveroso sottolineare che a fronte di una così attenta “fotografia” dello stato delle cose, il Piano risulta carente di scelte chiare e decise, come l’assenza di indicazioni sul risa-namento di luoghi particolarmente sensibili per il loro forte valore paesaggistico, storico – naturalistico, quali ad esempio le strade del Farngo e del Monte Sibilla e tutte quelle aree di uguale valore , anche non ricadenti all’interno delle zone A.
Si evidenzia che tali interventi di risanamento storico – ambientale, riportati in maniera de-finita e puntuale dal Piano socio – economico, scompaiono incomprensibilmente nelle Nor-me tecniche d’attuazione e sono sostituite (articolo 17 comma f) da un generico “…recupero ambientali anche ai fini della riqualificazione escursionistica, delle fasce interessate da stra-de veicolari che attraversano aree di particolare sensibilità…”. Così come sono scomparse le previsioni di rinaturalizzazione delle strade del Fargno e della Sibilla contenute nel prelimi-nare del piano del parco.
Si può concludere affermando che le Norme Tecniche d’attuazione del Piano del Parco dei Monti Sibillini risultano essere generiche rispetto al Piano socio economico che entrava, almeno per quanto riguarda gli aspetti degli interventi di risanamento storico – ambientali, molto nello specifico e nel dettaglio.
Legambiente rammenta che, a trenta anni dallo scempio per la realizzazione di dette strade in quota, ancora nulla è stato fatto per la rinaturalizzazione dei luoghi e tanto meno il piano prevede scelte chiare in merito.

Michele Paoletti (338/8774573)
Ufficio stampa Legambiente Marche


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