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Ancona, 23 febbraio 2002 Comunicato Stampa

ANCONA A TUTTO VOLUME
RUMORE RECORD NEI PRESSI DEL LICEO SCIENTIFICO “SAVOIA”

RESI PUBBLICI QUESTA MATTINA I DATI DEL TRENO VERDE
SU INQUINAMENTO ATMOSFERICO E ACUSTICO

INTANTO PROSEGUE L’ORGANIZZAZIONE DEL JEYFESTIVAL
IN PROGRAMMA IL PROSSIMO LUGLIO AL PARCO DELLA CITTADELLA

E’ un’Ancona dal volume davvero troppo alto quella che emerge dai risultati delle analisi del Treno Verde di Legambiente e Trenitalia sull’inquinamento acustico e atmosferico nella città, resi pubblici questa mattina nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta a bordo del convoglio ambientalista, fermo da alcuni giorni al binario 1 piazzale ovest della stazione. Erano presenti Gianluca della Campa, responsabile del Treno Verde, Luigino Quarchioni, presidente di Legambiente Marche, e Stefano Silvano, responsabile del laboratorio mobile dell’Istituto Sperimentale della Rete Ferroviaria Italiana, che per tre giorni consecutivi, dal 20 al 22 febbraio, è rimasto posizionato nel cortile del liceo scientifico “Luigi di Savoia”, nei pressi di via Vecchini.

Nelle 72 ore di monitoraggio, il rumore nella zona, che è stata selezionata in collaborazione con l’Arpam, ha raggiunto i 71,8 decibel nella fascia oraria diurna (6-22), e i 67,9 dB(A) in quella notturna (22-6), superando in entrambi i casi i limiti imposti dal DPCM 14/11/1997, che prevede un limite massimo di 65 decibel nelle ore diurne e di 55 decibel in quelle notturne. Questo dato è ancora più eclatante perché per le scuole, così come per gli ospedali e i parchi, in base alla normativa vigente esistono limiti più restrittivi, pari a 50 e 40 decibel rispettivamente nel periodo diurno e notturno. Il Comune di Ancona, l’unico delle Marche ad aver realizzato la zonizzazione del territorio, ha inserito però la zona della scuola nella fascia ad alta intensità urbana, facendo la scelta di isolare gli studenti all’interno della scuola dietro doppi vetri piuttosto che deviare il traffico o spostare la sede.

“Pur essendo il nostro un monitoraggio-spot – ha commentato Gianluca Della Campa – il dato che è emerso dalle nostre analisi sull’inquinamento acustico è molto preoccupante e rafforza la nostra convinzione che sia necessario ripensare le strategie della mobilità nelle nostre città. E’ chiaro, infatti, che l’inquinamento acustico che è stato rilevato nella zona di via Vecchini è la diretta conseguenza del notevole traffico veicolare. Le auto, insomma, non solo avvelenano i nostri polmoni, ma rischiano anche di renderci sordi”.

L’exploit dell’inquinamento acustico ad Ancona non deve però far passare in secondo piano il dato relativo allo smog. Il vento e la pioggia dei giorni scorsi hanno dato una mano alla città, contribuendo a diminuire la concentrazione di inquinanti nell’aria, ma l’allarme di qualche settimana fa non può essere liquidato con misure sporadiche e isolate come le targhe alterne o i blocchi domenicali al traffico automobilistico. Recentemente il Centro Europeo Ambiente e Salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e l’Agenzia Nazionale Protezione Ambiente (Anpa) hanno presentato uno studio che evidenzia come nella popolazione oltre i 30 anni il 4,7 per cento di tutti i decessi osservati nel 1998, pari a 3.472 casi, è attribuibile al Pm10 in eccesso di 30 g/m³ (microgrammi per metrocubo). In altre parole, riducendo il Pm10 ad una media di 30 g/m³, si potrebbero prevenire circa 3.550 morti all’anno nelle città italiane. Si sono ottenute poi stime di migliaia di ricoveri per cause respiratorie e cardiovascolari, e decine di migliaia di casi di bronchite acuta e asma fra i bambini al di sotto dei 15 anni, che potrebbero essere evitati riducendo le concentrazioni medie di Pm10 a 30 g/m³. Il limite di legge per il Pm10 è fissato, come obiettivo annuale a livello nazionale, a 40 g/m³. Un livello di concentrazione che nei tre giorni di rilevamento ad Ancona è stato superato in due casi. “Per tutti gli altri inquinanti monitorati – ha precisato Stefano Silvano – si sono invece avute concentrazioni ben lontane dalle soglie di attenzione. Il valore di concentrazione oraria più alto si è avuto per il Biossido di Azoto, che ha raggiunto il valore di 106 g/m³ contro un livello di attenzione di 200 g/m³”.

“Quello del Pm10 – ha aggiunto Luigino Quarchioni – continua ad essere un problema concreto, che non può essere accantonato con il passare dell’emergenza. Ancona è una città ammalata di traffico, ma non in coma irreversibile. E’ evidente che se la cura non viene somministrata subito, le conseguenze potrebbero essere pesanti. Ci auguriamo perciò che l’amministrazione comunale dimostri coraggio e mantenga fede agli impegni presi, varando rapidamente dei provvedimenti che vadano ben al di là delle solite misure palliative”. Quarchioni ha ricordato anche che le Marche quest’estate ospiteranno per il quinto anno consecutivo il JeyFestival, la manifestazione nazionale a base di musica, spettacoli, burattini, cartoon e altre attività divertenti, che Legambiente dedica ai bambini e che nelle ultime sei edizioni ha coinvolto circa 180.000 persone. Il JeyFestival di quest’anno avrà luogo dal 30 giugno al 14 luglio presso il Parco della Cittadella di Ancona, ed è previsto anche un circuito all’interno del Parco del Cònero. Per informazioni è possibile telefonare allo 071-200852 o inviare un’e-mail a legambientemarche@libero.it.

LA NORMATIVA: i limiti di legge per i livelli di rumore sono dettati dal DPCM 14/11/1997 che prevede un limite di 65 decibel nelle ore diurne e di 55 decibel nelle ore notturne.

IL BENZENE: il monitoraggio del benzene è stato effettuato grazie al radiello, un campionatore passivo brevettato dalla Fondazione Maugeri di Padova ed analizzato dall’Istituto Sperimentale di RFI, indossato da tre volontari il 7 febbraio scorso.

La normativa: la concentrazione di benzene nell’aria è regolata dal DM 25/11/94 che pone un obiettivo di qualità annuale pari a 10 g/m³. Vale a dire che la media annuale delle medie giornaliere di concentrazione di benzene non deve superare questo valore, un valore che però la Comunità Europea vorrebbe portare al più presto a 5g/m³.

I PARTNER DEL TRENO VERDE 2002:

COBAT
Nelle Marche il Cobat (Consorzio Obbligatorio per la raccolta e il riciclaggio delle batterie al piombo esauste e dei rifiuti piombosi), partner di Legambiente durante il viaggio del Treno Verde, segnala di aver recuperato nel 2001 ben 5.567 tonnellate di batterie al piombo esauste. La regione ha registrato, rispetto al 2000, nonostante i suoi già alti indici di raccolta, un incremento nella raccolta delle batterie al piombo esauste di 328 tonnellate, pari al 6,25 per cento.

EDISON
Edison dà il suo sostegno al progetto Treno Verde. Per Edison, il rispetto dell’ambiente è un vantaggio competitivo oltre che un dovere aziendale: l’energia prodotta da questo gruppo deriva infatti o da fonti rinnovabili come l’idroelettrico e l’eolico o da moderne centrali a ciclo combinato alimentate a metano che riducono in modo considerevole i consumi di combustibile e le emissioni inquinanti. Il valore del metano come combustibile più ecocompatibile è testimoniato anche dal recente accordo di programma tra Fiat, Unione Petrolifera e Ministero dell’Ambiente per incentivarne l’uso sui mezzi pubblici e privati.

L’Ufficio Stampa del Treno Verde (Simone Ramella 349-4597873)


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