P.S.Elpidio: la perizia del Tar sconfessa il sindaco sulla Fim Porto Sant’Elpidio, 14 febbraio 2003 - Comunicato stampa
EX-FIM DI PORTO SANT’ELPIDIO:
LA PERIZIA DEL T.A.R. DEMIOLISCE CHI VOLEVA DEMOLIRE
MA IL SINDACO FA SPALLUCCE DI FRONTE ALL’ATTO ED IGNORA GLI IMPEGNI PRESI CON IL CONSIGLIO DEI MINISTRI
INTANTO, LEGAMBIENTE E LA CITTÀ INCASSANO UNA GRANDE VITTORIA:
LA “CATTEDRALE” NON NUOCE ALLA SALUTE ED IL RECUPERO È POSSIBILE
Nel corso di una conferenza stampa convocata stamattina da Legambiente presso la sala parrocchiale di via Battisti a Porto Sant’Elpidio, l’associazione ambientalista ha esposto le risultanze della perizia giurata del Tribunale Amministrativo Regionale sull’area della cosiddetta “Cattedrale” ex-Fim, sul lungomare cittadino, ribattendo anche ai commenti del sindaco Paolo Petrini sulla stessa.
In riferimento alle prese di posizione del sindaco, all’indomani della pubblicazione sulla stampa della perizia del T.A.R. sulla “Cattedrale”, la sensazione che se ne ricava è quella di una certo disagio da parte dello stesso primo cittadino. “Il sindaco – riferisce il presidente del circolo Legambiente di Porto Sant’Elpidio, Adriano Santato – se crede, come ha dichiarato sulla stampa, che la perizia del TAR sia un bel saggio inattuabile e non in linea col decreto Ronchi, può tranquillamente fare le proprie osservazioni alla stessa presso il Tribunale, senza abbandonarsi a sparate propagandistiche sui giornali. Non si dimentichi che ci troviamo dinnanzi ad una rapporto chiesto dallo stesso primo cittadino, ma adesso che questo s’è rivelato a lui sfavorevole Petrini vuole cambiare le carte in tavola. Alla luce dei fatti, dunque – conclude Santato –, è chiaro che il sindaco smentisce se stesso e gli impegni presi con il Consiglio dei Ministri di esaminare ipotesi alternative rispetto all’originario progetto di bonifica, il quale prevede l’abbattimento della Cattedrale”.
Checché ne dica il sindaco Petrini, resta comunque la sostanza di quanto dichiarato nella perizia in oggetto: con un costo che si aggira tra i 482.000 e i 551.000 euro, la “Cattedrale” e l’area circostante può essere bonificata senza che la struttura debba venire abbattuta a tutti i costi e “non sussistono elementi di rischio alla salute pubblica connessi con la presenza della struttura in oggetto”.
L’atto è stato depositato al T.A.R. lo scorso 21 gennaio e sconfessa in maniera inoppugnabile tutta la campagna portata avanti da Paolo Petrini, il quale ha sempre sostenuto che l’ex-Fim è una bomba ecologica e doveva essere abbattuta. Con queste risultanze perde credibilità anche il progetto di bonifica approvato in conferenza dei servizi, tavolo al quale l’associazione ambientalista era stata esclusa da chi non gradiva sentir cantare “voci fuori dal coro”. Legambiente, d’altronde, ha sempre sostenuto che le posizioni del progetto erano politiche e non tecniche. Era chiaro, inoltre, che l’oltranzismo del sindaco fosse animato dalla voglia matta di abbattere la vecchia struttura (vincolata dalla Soprintendenza ai beni culturali come esempio di archeologia industriale del ‘900) per realizzarvi ad ogni costo una “mostruosa” lottizzazione.
Un autogol clamoroso, insomma, per l’Amministrazione elpidiense, dato che essa stessa s’era rivolta al T.A.R. con l’obiettivo esattamente contrario: impugnare la decisione del Soprintendente di imporre il vincolo alla Cattedrale, sperando di avere poi il via libera all’abbattimento della stessa. Ma quello scagliato dal plenum cittadino non era che un boomerang, che come tale è tornato (dolorosamente) indietro.
“L’invito che ci sentiamo di fare a questo punto – conclude Luigino Quarchioni, presidente regionale di Legambiente – è di non perdere altro tempo con studi e consulenze legali, per altro molto costose per le casse comunali e dunque per le tasche dei cittadini. E’ ora di restituire le scelte alla città, aprendo un tavolo di confronto vero che valuti ipotesi di riutilizzo dell’area volte a segnare lo sviluppo di Porto Sant’Elpidio nei prossimi anni. Per cui venga lanciato subito un concorso di idee internazionale e si inizino ad ascoltare i cittadini”.
Michele Paoletti (338/8774573)
Ufficio stampa Legambiente Marche
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