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LEGAMBIENTE PLAUDE IL GIUDICE PER IL RINVIO A GIUDIZIO DEI DIRIGENTI SGL-CARBON

LEGAMBIENTE PLAUDE IL GIUDICE PER IL RINVIO A GIUDIZIO DEI DIRIGENTI SGL-CARBON


Ancona,16/01/2002 Comunicato Stampa

LEGAMBIENTE PLAUDE ALLA DECISIONE DEL GIUDICE PER IL RINVIO A GIUDIZIO DEI DIRIGENTI SGL CARBON

UN TAVOLO ISTITUZIONALE SIN DA SUBITO PER GARANTIRE CITTADINI E LAVORATORI

Il processo nel quale alcuni dirigenti della SGL Carbon sono imputati di aver cagionato con il loro comportamento omissivo (mancata adozione di adeguati sistemi di protezione individuale) la morte per cancro di almeno 8 operai si farà.
Questo ha deciso il GUP (Giudice dell’Udienza Preliminare) di Ascoli Piceno, dr.ssa Alessandra Panichi, accogliendo le richieste del PM dr. Monti, e delle parti civili.
Legambiente, che si è costituita parte civile nel processo con il proprio Presidente Ermete Realacci, plaude alla decisione del giudice.
“È bene dirlo subito che non si tratta di un giudizio di colpevolezza - hanno dichiarato gli avvocati di Legambiente Gianfranco Borgani e Micaela Girardi -. Tuttavia la decisione è importante perché la sede naturale prevista dal nostro ordinamento penale per valutare approfonditamente le condizioni ambientali e lavorative della Carbon e le ipotesi di accuse mosse all’azienda è il processo.
Fino all’inizio del processo gli operai che ritengono di essere stati danneggiati dalle condizioni di lavoro ed i familiari di quanti sono deceduti possono ancora costituirsi parti civili.”
“Siamo convinti - ha dichiarato Luigino Quarchioni Presidente Legambiente Marche - che in questi anni troppi sono stati i fatti che hanno continuamente confermato l’incompatibilità della fabbrica con la città di Ascoli Piceno. Il sequestro dei forni a seguito dei dati forniti dalla USL, il ritrovamento ed il sequestro della grafite radioattiva all’interno della fabbrica, le elevate concentrazioni di IPA con le ricadute all’esterno della Carbon accertate dall’ARPAM, i vari incidenti…… È evidente che così continuando, oltre che alla salute dei cittadini anche i posti di lavoro sono sempre più a rischio.
Per questo, siamo certi che solo attraverso l’attivazione di un tavolo istituzionale allargato alle forze sociali, che affronti sin da subito la delocalizzazione o la dismissione dell’azienda, si possa garantire la salvaguardia o la riconversione dei livelli occupazionali, la salute dei cittadini ed anche l’investimento dell’azienda”.
Legambiente continuerà ad essere presente, come ha fatto sino ad oggi, per chiedere verità e giustizia.

Michele Paoletti (338/8774573)
Ufficio stampa Legambiente-Marche



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