AFFONDA UNA CARRETTA A LARGO DI NUMANA: IL FANTASMA SI MATERIALIZZA Ancona, 27 gennaio 2003 Comunicato stampa
AFFONDA UNA CARRETTA A LARGO DI NUMANA:
IL FANTASMA SI MATERIALIZZA
LEGAMBIENTE MARCHE: “L’ADRIATICO VA DICHIARATO OFF-LIMITS PER TUTTE LE NAVI VECCHIE ED INSICURE”
IL 78% DELLE NAVI AFFONDATE TRA IL ‘92 E IL ’99 AVEVANO Più DI 20 ANNI COME LA NICOLE
STAVOLTA IL PERICOLO SEMBRA CONTENUTO, MA LE CONSEGUENZE POTREBBERO ESSERE APOCALITTICHE PER AMBIENTE E SISTEMA ECONOMICO
Tanto tuonò che piovve. Tutto il baccano fatto dalle associazioni ambientaliste nelle Marche durante il passaggio della petroliera-carretta maltese Moskovskij Festival (con Legambiente che, ad esempio, ha chiesto all’Api di mettere al bando tutte le petroliere monoscafo) s’è rivelato essere un fondatissimo presagio su quello che prima o poi sarebbe successo. E così è stato a distanza di appena 25 giorni: ancora una carretta che va a fondo e minaccia le coste col suo carico inquinante. Questa aveva più di 35 anni. L'età della imbarcazioni è uno dei fattori determinanti negli incidenti in mare: 60 delle 77 petroliere andate perse tra il 1992 e il 1999 avevano più di 20 anni.
Sebastiano Venneri, responsabile mare di Legambiente, interviene sull'affondamento del cargo Nicole a largo di Numana. “Lo stato della flotta europea - denuncia Venneri - è drammaticamente preoccupante: oltre il 45% delle navi della flotta petroliera immatricolata nell'UE aveva, ancora due anni fa, un'età superiore ai 20 anni. E vista la correlazione diretta tra età e incidenti navali, questo significa che quasi la metà della flotta europea è a rischio”.
“Se anche le notizie diffuse finora sulla Nicole sembrerebbero rassicuranti - continua Venneri - è sconcertante la frequenza con la quale si verificano incidenti del genere: senza andare troppo in là nel tempo basta ricordare l'affondamento a largo di Gibilterra o l'incagliamento della nave cisterna nel Rio delle Amazzoni. Per inchiodare gli armatori senza scrupoli alle loro responsabilità è necessario che L'UE e l'Italia firmino subito la Convenzione internazionale Bunker Oil: garantendo un risarcimento congruo, tempestivo ed efficace a chiunque subisca danni causati dal versamento di carburante, questa convenzione costituisce anche un forte dissuasore alla circolazione delle carrette dei mari”.
“Avevamo ribadito, in occasione del recente attracco Moskovskij all’Api – afferma Luigino Quarchioni, presidente di Legambiente Marche –, che il passaggio in Adriatico di ‘ferri vecchi’, come il cargo affondato a Numana, è un rischio che non possiamo più permetterci di sostenere. Questo soprattutto in un mare come il nostro, chiuso e con bassi fondali, dove non osiamo neanche immaginare gli effetti devastanti che un incidente di una carretta del mare possa provocare all’ambiente e di conseguenza a settori economici importanti come il turismo, la pesca, ecc”. “Settori economici (in particolare il turismo) – prosegue Luigi Rambelli, responsabile nazionale turismo sostenibile di Legambiente - inclini a segnare sempre più lo sviluppo desiderabile e sostenibile per le Marche in particolare, ma in generale di tutte quelle regioni che si affacciano sull’Adriatico e quindi dell’intero Paese. Ora speriamo che l’allarme provocato dalla Nicole sia circoscrivibile, ma è indubbiamente il segnale che è giunta l’ora di dire basta senza perdere un giorno di più. Alle istituzioni, dunque, chiediamo di adoperarsi già da oggi con determinazione per ottenere il riconoscimento internazionale, da anni in discussione, del mare Adriatico come ‘Sensisitive Special Area’ (area sensibile speciale). Tutto questo per: da un lato anticipare i contenuti della direttiva europea che entrerà in vigore nel 2005, ma sarà recepita solo intorno al 2012, dall’altro fissare regole più restrittive per il transito delle navi, per scongiurare il rischio di disastri che possono azzerare dall’oggi al domani settori come la pesca ed il terziario”.
L’affondamento della Nicole si verifica per di più in una delle zone più belle della riviera adriatica: di fronte allo stupendo promontorio del Cònero con le sue stupende spiagge (Sassi Neri, Le Due Sorelle, Portonovo, Mezzavalle, Il Trave) protette dal primo Parco Regionale istituito nelle Marche e riconosciute da Legambiente come uno dei 10 paradisi marini più belli d’Italia, col conferimento del famoso premio “Cinque Vele”.
“Tanto per rimarcare la vocazione di quest’area verso un turismo di qualità – riferisce Gilberto Stacchiotti, responsabile ‘Alberghi ecologici’ di Legambiente Marche -, da due anni abbiamo attivato, assieme all’Associazione albergatori della Riviera del Cònero, una rete di alberghi più attenti alle questioni ambientali. In questo protocollo dodici strutture ricettive si sono impegnate per condividere scelte eco-sostenibili, promuovendo comportamenti in favore del rispetto dell’ambiente e coinvolgendo i clienti. I dodici “Alberghi ecologici” del Cònero si sono impegnati, con tutta una serie di dotazioni apposite, nel risparmio idrico ed energetico, nella gestione dei rifiuti e della raccolta differenziata, nonché nella valorizzazione dei prodotti biologici e tipici”.
Michele Paoletti (338/8774573)
Ufficio stampa Legambiente Marche
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